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Avellino. Scoperto un articolato meccanismo di frode, finalizzato alla truffa aggravata al Bilancio nazionale e Riciclaggio


Avellino. Scoperto un articolato meccanismo di frode, finalizzato alla truffa aggravata al Bilancio nazionale e Riciclaggio
17/09/2012, 10:21

A conclusione di una complessa attività investigativa, nata d’iniziativa nell’ambito dell’azione di servizio finalizzata alla tutela del bilancio nazionale, e condotta per diversi mesi sotto la direzione della locale A.G., i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino hanno scoperto un articolato meccanismo di frode, finalizzato alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’indagine ha consentito di constatare l’illecita percezione, fra il 2003 e il 2007, di contributi pubblici per un ammontare pari ad oltre 1.500.000,00 di euro ed erogati per circa 1.400.000,00, ai sensi della legge n. 662/96 a favore di una società avente sede in Avellino, operante nel settore turistico-alberghiero, e di segnalare alla locale A.G. nr.13 persone coinvolte a vario titolo nella frode.

E’ stato accertato che tale società, nell’ambito di un programma di investimenti che prevedeva interventi riguardanti una struttura ricettivo-turistico-alberghiera sita in provincia, aveva simulato il sostenimento di costi per lavori edili, per l’acquisto di macchinari ed arredamenti, mediante la contabilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, attestando falsamente il pagamento ai fornitori nonché aveva presentato al centro di spesa ed alla banca concessionaria, atti e documenti falsi ovvero contenenti dichiarazioni mendaci (liberatorie attestanti i pagamenti, perizie tecniche, ecc.).

Le persone coinvolte a pieno titolo nella truffa, sono 13, compresi l’amministratore ed un socio della società beneficiaria del contributo statale, il tecnico/direttore dei lavori e un imprenditore edile, che hanno realizzato la condotta illecita, anche grazie all’importante apporto degli altri soggetti individuati i quali, rendendosi responsabili di condotte qualificabili come riciclaggio, hanno permesso alla società beneficiaria del contributo, da un lato, di documentare agli enti preposti ai controlli falsi pagamenti di spese finanziate con risorse pubbliche, che le indagini hanno dimostrato essere relative ad operazioni inesistenti, e, dall’altro, di far perdere le tracce dei flussi finanziari generati dai falsi pagamenti.

L’espediente utilizzato per attestare il pagamento delle false fatture è stato accertato nell’utilizzazione di assegni bancari e circolari emessi con la clausola di “trasferibilità”, quindi, al di sotto della soglia di € 12.500,00 all’epoca prevista, con i quali, attraverso il sistema della “girata” a più persone, facevano convergere gli importi relativi ai soggetti ideatori del sofisticato sistema truffaldino.

Oltre al reato di truffa in danno al bilancio statale, sono state contestate anche specifiche condotte costituenti reato fiscale, e la società è stata segnalata per l’applicazione delle misure previste dal decreto legislativo nr. 231/2001 (“responsabilità delle società per illecito penale degli organi apicali”), atteso il vantaggio economico scaturito a seguito dell’illecita condotta dei soggetti denunciati.

All’esito delle operazioni, è stata, altresì, inoltrata alla Procura Regionale della Corte dei Conti un’informativa contenente l’importo acquisito con la frode in danno al bilancio nazionale, per l’esercizio della competente attività di risarcimento del danno erariale conseguente.

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di Fabio Iacolare
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