Cronaca / Giudiziaria

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La 19esima udienza del processo: parla il medico legale

Avetrana: Sarah Scazzi strangolata con una cintura

Momenti di tensione in Aula a Taranto

Avetrana: Sarah Scazzi strangolata con una cintura
03/07/2012, 13:07

TARANTO – “Sarah Scazzi fu strangolata con una cintura larga circa due centimetri e mezzo che ha lasciato un solco sul collo. La morte sopraggiunse in due, tre minuti per asfissia”: a sostenerlo è Luigi Strada, il medico legale intervenuto oggi in Aula nel corso della diciannovesima udienza del processo per l’omicidio della 15enne di Avetrana, uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto 2010.
Durante l’udienza al palazzo di Giustizia di Taranto, caratterizzata tra l’altro da forti momenti di tensione, sono state mostrate le foto delle corde e delle cinture rinvenute nel garage e nell’abitazione di Michele Misseri, lo zio della vittima che fece ritrovare il cadavere e inizialmente si autoaccusò dell’omicidio, e anche il video in cui il contadino di Avetrana simula lo strangolamento.
Il perito legale ha precisato di aver subito nutrito dubbi sulla versione fornita inizialmente da Misseri. Nonostante il cadavere della ragazzina fu trovato in avanzato stato di decomposizione, data la prolungata permanenza nell’acqua, Strada ha ribadito infatti, che “i segni sul collo indicano chiaramente lo strangolamento”.
In Aula si è anche discusso a lungo delle cicatrici trovate sul braccio di Michele Misseri, una poco significativa, l’altra, invece, più profonda. Strada ha fatto risalire la ferita a 40 giorni prima dall’arresto di Michele. Nella prima relazione, del 7 ottobre, la riteneva compatibile con una unghiatura. Nella seconda relazione, del 25 ottobre, anche in base ad alcune affermazioni dell’uomo, il medico legale l’aveva attribuita alla punta di un sarmento di un uliveto “a becco di flauto”. Strada ha ammesso che nella prima occasione ha commesso “un errore” poiché la cicatrice “è più lunga di quella che può essere causata da un'unghia”.
Dopo la deposizione del medico legale, l’udienza di oggi prevede altre importanti testimonianze: quella della commessa del fioraio, Vanessa Cerra, di suo marito Giovanni Cucci e di Valentina Misseri, sorella di Sabrina e figlia di Cosima Serrano, entrambe detenute con le accuse di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere.

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di Antonio Formisano
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