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In realtà le Poste si trasformano in una banca

Azzerati gli interessi sul BancoPosta, strategia suicida?


Azzerati gli interessi sul BancoPosta, strategia suicida?
10/06/2011, 09:06

ROMA - Cinque milioni di utenti del BancoPosta hanno ricevuto in questi giorni una lettera in cui vengono avvisati che a partire dal primo settembre il tasso di interesse scende dallo 0,15% a zero. Una scelta apparentemente suicida, dato che è facile prevedere che molti correntisti preferiranno rinunciare ad un conto corrente che diventa un conto di deposito a tutti gli effetti, ma che costa circa 40 euro l'anno.
In realtà è esattamente quello che vogliono le Poste. BancoPosta nasce nel 2000 come una alternativa ai conti correnti bancari sfruttando un principio molto semplice: la chiarezza. Mentre un conto corrente ha molte spese e tase nascoste, il BancoPosta era chiarissimo: 31 euro all'anno per la tenuta del conto e 10 euro all'anno per il bancomat. Invece il nuovo conto (che si chiamerà BancoPosta Più e verrà pubblicizzato questa estate) si comporta esattamente come un conto bancario: i costi si azzerano o si riducono se c'è l'accredito dello stipendio e della pensione, o la sottoscrizione di polizze vita e così via.
Il problema è che le Poste sono sempre meno interessate a lettere, pacchi e raccomandate, che sarebbero il loro scopo numero uno, dato che i privati stanno man mano erodendo il mercato, perchè possono offrire strutture più agili e snelle, quindi servizi migliori e a più buon mercato. E così l'ad Massimo Sarmi ha puntato su una radicale trasformazione: più servizi di tipo bancario (conti correnti e polizze vita) e qualche incursione in altri settori (le schede Sim, per esempio), in attesa della trasformazione in Banca del Mezzogiorno promessa dal Ministro delle Finanze Giulio Tremonti

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di Antonio Rispoli
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