Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il giro di prostituzione coinvolge anche altre città

Baby squillo, il giro si amplia

Intercettate telefonate in cui una donna fa da intermediario

Baby squillo, il giro si amplia
10/11/2013, 16:12

ROMA - Nell’ambito dell’inchiesta sulle baby squillo dei Parioli si inserisce un nuovo elemento, ovvero l’espansione del giro di sfruttamento della prostituzione di minori anche ad altre città, come Milano, Bologna e Firenze. Gli inquirenti sono venuti a conoscenza di ciò attraverso l’intercettazione di alcune telefonate effettuate da una donna che al momento stanno cercando di identificare, che è senza dubbio coinvolta nel giro di sfruttamento in cui rientravano anche le due studentesse minorenni, di 15 e 16 anni, che hanno fatto aprire il caso. In questa vicenda che assume sembianze sempre più raccapriccianti, la donna delle intercettazioni sembra aver svolto il ruolo di mediatrice tra le giovani ragazzine e i clienti. O, meglio, tra un uomo che gestiva gli “affari” e i clienti che in cambio di profumati compensi consumavano rapporti con le ragazzine. Nelle conversazioni intercettate, la donna fa spesso riferimento a clienti di altre città, di Milano, di Bologna, e al compenso che doveva chiedergli in cambio dell’incontro con le minorenni, un compenso molto elevato su cui riceveva istruzioni ben precise dal suo interlocutore.

La vicenda delle baby squillo assume contorni sempre più allarmanti. Pare che gli sfruttatori avessero addirittura chiesto alle ragazzine di portare nel giro qualche amica e che spesso le ragazzine utilizzassero droghe, anche pesanti, come la cocaina, regalategli probabilmente dai loro clienti. Per adesso almeno nove di questi clienti sono indagati per prostituzione minorile e la Procura sta valutando la loro posizione. Non si esclude che nei prossimi giorni possano essere iscritte nel registro degli indagati anche altre persone. Alcuni di questi clienti sostengono di aver ignorato l’età delle ragazzine all’epoca degli incontri, ma la loro posizione potrebbe essere ulteriormente aggravata qualora dalle indagini risultasse che questi ultimi sono colpevoli non soltanto del reato di prostituzione ma anche di diffusione di materiale pedopornografico.

Le ragazzine sono state affidate ai servizi sociali e, secondo l’accusa, la madre di una delle due aveva addirittura incitato la figlia a prostituirsi.

Commenta Stampa
di Vanessa Ioannou
Riproduzione riservata ©