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Task force di Capitaneria di Porto e Vigili urbani

Bacoli, controlli a lidi privati: elevati decine di verbali


Bacoli, controlli a lidi privati: elevati decine di verbali
16/08/2011, 16:08

Mattinata movimentata per i gestori di lidi privati sul lungomare tra Miseno e Miliscola, dove si sono visti piombare una Task force formata da Capitaneria di Porto e Polizia Municipale.

Tante le contravvenzioni per gli operatori balneari. Tra le illegittimità più evidenti, nonché denunciate, si è riscontrata la presenza di funi, sedie sdraio e ombrelloni di lidi ben oltre la linea di cinque metri di spiaggia che, così come previsto della Legge, deve restare libera. Una consuetudine che ha determinato, anche pochi giorni fa, momenti di forte attrito tra gestori e cittadini.
In base all’art.1, comma 251, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007), i titolari delle concessioni di area marittima demaniale hanno "l'obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione".  Ciò significa che i gestori degli stabilimenti balneari, concessionari di servizi, non possono proibire il transito e il deflusso sulla battigia (striscia di sabbia di 5 metri dalla riva del mare) che deve restare a disposizione di tutti. Ma, se la norma è chiara, ugualmente palesi risultano essere le trasgressioni. Per questo motivo, già dalle prime ore del mattino, una squadra costituita dagli uomini della Locamare di Baia, guidata dal comandante Enrico Alborino, e dai vigili urbani di Bacoli, diretti dalla comandante Marialba Leone e rappresentati in loco dall’assistente capo Mario Tomaselli e dall’agente Francesco Mancino, hanno rastrellato il noto arenile flegreo comminando, nel giro di poche ore, ben quindici contravvenzioni, tra l’altro abbastanza salate: ogni verbale costerà 1032 euro, per un ammontare totale di oltre 15mila euro. Alla multa è poi seguito l’obbligo di ripristinare una condizione di legalità: molte funi erano state fissate addirittura in mare. Diverse diffide, in più, hanno interessato concessionari che, ai varchi d’ingresso presentavano oggetti che impedivano il libero deflusso di bagnanti. A cura della redazione di Freebacoli
 

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di Redazione
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