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Bagnasco "È ora di una solidarietà lungimirante"


Bagnasco 'È ora di una solidarietà lungimirante'
30/08/2012, 15:02

Questa mattina, in occasione della festa per l’anniversario dell’Apparizione della Vergine sul monte Figogna, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), ha tenuto un’omelia intitolata “Una società coesa e solidale”, in cui ha trattato, tra i punti principali, la Riforma dello Stato, la fecondazione assistita, la crisi economica e la famiglia. “È l’ora di una solidarietà lungimirante, dell’assoluta concentrazione sui problemi prioritari dell’economia e del lavoro, della rifondazione della politica e della partecipazione, della riforma dello Stato. Problemi che hanno al centro la persona e ne sono il necessario sviluppo”.

Sul tema della procreazione assistita e la legge 40, il cardinale sollecita un ripensamento a livello nazionale “sia di tecnici che di esperti, sia per merito che per metodo perché non si è passati attraverso la magistratura italiana. C’è stato un superamento, un surclassamento” e commenta “È singolare.“

Sul tema della crisi dice “Nel cuore abbiamo il peso della crisi che attanaglia e il pensiero corre al lavoro di chi l’ha e spera di tenerlo e di chi lo cerca e non riesce a trovarlo, di chi l’ha perso”. La crisi economica “Non è una crisi congiunturale ma di sistema” “La strada intrapresa, in Italia come altrove nel mondo, e' fortemente in salita. Uscire dalla strettoia, che ha costi alti per famiglie, giovani, adulti e pensionati, e' possibile ma solo insieme. Solo insieme, infatti, si affrontano le prove anche più dure: se le persone si sentono sole di fronte alle difficoltà, si deprimono e si arrendono, finiscono ai margini della vita, facile preda del peggio; ed e' noto che, senza lavoro e nella incertezza, il male ha buon gioco''.

Parla infine della famiglia e dice “Merita di essere molto più considerata sul piano culturale e sostenuta sul piano politico ed economico. Se la famiglia fonda la società, la presidia e le garantisce futuro, la società a sua volta deve presidiare la famiglia riconoscendone pubblicamente il valore unico, e ponendo in esse misure necessarie e urgenti”

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di Claudia Annunziata
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