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Si sono aperti i lavori del Consiglio permanente della Cei

Bagnasco: "Basta con la corruzione nella politica"

"Dalle Regioni stanno emergendo scandali inaccettabili"

Bagnasco: 'Basta con la corruzione nella politica'
24/09/2012, 18:45

ROMA - In apertura dei lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Angelo Bagnasco ha rivolto un appello alle istituzioni e alla politica affinché "prevalga il bene generale su qualsiasi interesse". Il presidente della Cei ha parlato di "scandali inaccettabili" alludendo al Lazio gate: "Dalle Regioni sta emergendo un reticolo di corruttele e scandali, motivo di rafforzata indignazione che la classe politica continua a sottovalutare". "Possibile che l'arruolamento nelle file della politica sia ormai così degradato? Si parla di austerità e di tagli, eppure continuamente si scopre che ovunque si annidano cespiti di spesa assurdi e incontrollati. Bisogna certo che gli stessi cittadini, che pure oggi sono così scossi, insieme al diritto di scelta dei propri governanti esercitino un più penetrante discernimento, per non cadere in tranelli mortificanti per la stessa democrazia. Ecco perché è necessario tenere saldo il legame con quei valori che fanno parte della nostra storia e ne costituiscono il tessuto profondo".
Bagnasco ha parlato a lungo della crisi economica e di valori che sta colpendo l'Italia. "In una congiuntura particolarmente acuta, la classe politica ha ritenuto proprio dovere fare un passo indietro rispetto alla conduzione del governo del Paese. Ora è chiaro interesse di tutti che il governo votato dal Parlamento adempia ai propri compiti urgenti e metta il Paese al riparo definitivo da capitolazioni umilianti e altamente rischiose". Il cardinale ha denunciato i rischi dell'antipolitica, della disaffezione delle persone e il valore per la democrazia del momento delle elezioni, ha richiamato gli italiani a riflettere attentamente nelle scelte politiche, che influenzano la vita del Paese. Il presidente dei vescovi ha ricordato quanto ha chiesto il Papa sabato scorso, ricevendo l'internazionale democristiana e ha commentato: "Si pensi all'Italia che non può essere bloccata, che deve andare avanti e consolidare senza incertezze il proprio posto d'onore davanti al mondo, figurando tra le nazioni che contano grazie alle potenzialità e all'esperienza".
Nel discorso di apertura del Consiglio permanente della Cei, Bagnasco ha parlato anche di altri temi. Ha bocciato nuovamente le unioni civili e ha chiesto l'approvazione entro la fine della legislatura delle disposizioni sul fine vita. "Si parla di libertà di scelta a proposito delle unioni di fatto, ma è paradossale voler regolare un rapporto quando gli interessati si sottraggono in genere allo schema istituzionale già a disposizione. In realtà ci si vuol assicurare gli stessi diritti della famiglia fondata sul matrimonio, senza l'aggravio dei suoi doveri. Si modifica il significato proprio dell'istituzione matrimoniale, il pensare sociale ne viene pesantemente segnato e di conseguenza l'educazione dei propri figli. Quando si vuole ridefinire la famiglia esclusivamente come una rete di amore, la società deve chiedersi a che cosa porterebbe tale riduzione, a quali nuclei plurimi e scomposti. La società andrebbe al collasso". Il cardinale Bagnasco ha invitato il Senato ad approvare "in via definitiva il provvedimento sul fine vita, è bene che questo avvenga per non disperdere il gran lavoro fin qui svolto. Rimane un ultimo passo da compiere se non si vuole che un'altra legislatura si chiuda con un nulla di fatto, nonostante un grande e proficuo lavoro svolto a difesa della vita umana nella sua inderogabile dignità. Come è noto, si esclude ogni accanimento, ma anche ogni forma, palese o larvata, di eutanasia e si promuove quel prendersi cura che va ben oltre il doveroso curare".

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di Emanuele De Lucia
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