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Parte la campagna dei vescovi in tutte le Chiese

Bagnasco: "Serve nuova leva di politici cattolici"


Bagnasco: 'Serve nuova leva di politici cattolici'
13/07/2010, 21:07

ROMA - La nuova classe politica italiana? Rigorosamente cattolica. La laicità intesa come negazione del messaggio religioso nel dibattito pubblico, invece, rappresenta “una grave amputazione del senso dello Stato, che ovviamente non ha competenze in campo religioso, né persegue finalità religiose, ma deve riconoscere, rispettare e anzi promuovere la dimensione religiosa”. Anni dopo il periodo d’oro dello scudocrociato, l'appello lanciato da Benedetto XVI, affinché in Italia nasca una “nuova generazione di politici cattolici”, sortisce l’effetto del sasso lanciato nello stagno. A farsi portavoce del pensiero dei vescovi italiani è il presidente della Cei Angelo Bagnasco, che in un'intervista all'Osservatore Romano traccia un identikit di tale nuova leva: “cattolici che sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni”. “Penso - aggiunge il cardinale di Genova - che attorno a questo tema nevralgico della nostra società, che chiama in causa la testimonianza della Chiesa, occorra il concorso attivo di tutti”. La nuova Democrazia Cristana potrebbe dunque nascere proprio dall’impegno ecclesiastico, un ricorso storico più che una vera e propria novità. “Come vescovi italiani ci impegneremo - assicura Bagnasco - a una specifica riflessione in merito”. Per il presidente della Cei “più che un problema di rappresentanza politica esiste un problema di coerenza personale. Credo - sottolinea - che sempre più siano necessari fedeli laici capaci di imparare a vivere il mistero di Dio, esercitandosi ai beni fondamentali della libertà, della verità, della coscienza". Ecco perché, secondo Bagnasco, “cresce l'urgenza di uomini e donne capaci, con l'aiuto dello Spirito, di incarnare questi ideali e di tradurli nella storia non cercando la via meno costosa della convenienza di parte comunque argomentata, ma la via più vera”. E ciò proprio mentre avanza in diversi ambiti del Paese “una malintesa e pervicace forma di laicità, che sarebbe meglio definire laicismo; questa ignora il fatto religioso, anzi esplicitamente lo esclude”, come accaduto con la sentenza europea sul Crocifisso, che Bagnasco auspica sia rettificata “con un pizzico di buon senso, ammettendo che proprio dal Crocifisso è germogliata la civiltà europea con tutti i suoi valori”.

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di Davide Gambardella
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