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Discorso del Cardinale ai lavori del Consiglio episcopale

Bagnasco: vogliamo pagare l’Ici ma con privilegi!


Bagnasco: vogliamo pagare l’Ici ma con privilegi!
23/01/2012, 20:01

In apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente il cardinale Angelo Bagnasco nel suo discorso si è soffermato anche sui temi caldi che in questi giorni tengono banco in Italia.
In primo piano il cardinale ha affermato che “Evadere le tasse è peccato e per un soggetto religioso – ha continuato il prelato – è addirittura motivo di scandalo”.
Non sono mancati da parte di Bagnasco anche riferimenti alla situazione politica italiana dichiarando: “Di fronte ai gravi sacrifici che il Paese dovrà fare è bene che ci si concentri in questo momento sull'obiettivo non scontato di salvare l'Italia, ci saranno poi altre occasioni per esprimere il proprio punto di vista politico”.
Il Cardinale però ha avuto parole di elogio per il Governo Monti: “È un esecutivo di buona volontà, autonomo non dalla politica ma dalle complicazioni ed esasperazioni di essa, e con l'impegno primario e caratterizzante di affrontare i nodi più allarmanti di una delicata, complessa contingenza».
Il presidente dei vescovi italiani  quindi invita i cittadini a fare qualche sacrificio in più per il bene del Paese, verrebbe in questo caso da chiedersi se la Chiesa in quanto istituzione stia dando il buon esempio in questo senso.
Per quanto concerne l'Ici, il cardinale ha affermato che «la Chiesa in Italia non chiede trattamenti particolari, ma semplicemente di aver applicate a sè, per gli immobili utilizzati per servizi, le norme che regolano il no profit». In realtà sono davvero tante le esenzioni delle quali godono gli enti ecclesiastici che non si capisce quali possano essere ulteriori accorgimenti. Inoltre sono tanti gli immobili della Chiesa che non vengono usati per servizi ma come abitazioni in affitto, in questo caso quale sarebbe la richiesta?
Non è mancato un riferimento ai debiti dello Stato con i cittadini, dichiarando: “lo Stato deve vincolarsi a pagarli in tempo» «anche per evitare ulteriori gesti di disperazione da parte di imprenditori in difficoltà».

 

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di Simona Buonaura
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