Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Calderoli:"Stia sereno, faremo una riforma epocale"

Bagnasco:"Siamo angustiati per l'Italia"


Bagnasco:'Siamo angustiati per l'Italia'
27/09/2010, 21:09

ROMA - E dopo i ripetuti sfoghi  di Emma Marcegaglia e dei "suoi" industriali, le raccomandazioni preoccupate di Mario Draghi, arrivano anche le parole angosciate di Angelo Bagnasco.
Il presidente della Cei, infatti, afferma che i vescovi sono profondamente "angustiati per l'Italia" a causa delle perenni "discordie personali che, diventando pubbliche, assumono il contorno di conflitti apparentemente insanabili". In riferimento all'ultima indecorosa perfomance pubblica di Umberto Bossi, l'alto prelato osserva senza mezzi termini che "quando si ricoprono incarichi di visibilità, il contegno è indivisibile dal ruolo. Il linguaggio deve essere confacente alla civiltà".
Alla Conferenza permamente della Cei, dunque, l'Italia è stata descritta  come una "nazione generosa e impegnata, che però non riesce ad amarsi compiutamente, facendo fruttare al meglio sforzi e ingegno; che non si porta a compimento, in particolare in ciò che è pubblico ed è comune".
Per Bagnasco buona parte della colpa è anche da imputare ad  "una corrente di drammatizzazione mediatica" che propone con sempre maggior sistematicità "piccole porzioni di verità, reali ma limitate, assolutizzate e urlate"  delle quali, per assuefazione e mancanza di tempo, la maggioranza delle persone "si accontenta".
"A momenti - ha insistito il presidente della Cei - sembriamo appassionarci al disconoscimento reciproco, alla denigrazione vicendevole, e a quella divisione astiosa che agli osservatori appare l'anticamera dell'implosione, al punto da declassare i problemi reali e le urgenze obiettive del Paese". "Alla necessaria dialettica - osserva ancora - si sostituisce la polemica inconcludente, spingendosi fino sull'orlo del peggio. Poi, alla vista dell'esito estremo, si raddrizza il tiro".

RITORNO AL CONTEGNO
Il cardinale ha poi lanciato una frecciata a chi, ricoprendo incarichi istituzionali di grande importanza e prestigio, troppo spesso fa della sguiataggine e della bassa ironia la propria, decisamente patetica, arma dialettica:"Fa malinconia l'illusione di risultare spiritosi o più 'incisivi quando a patire le conseguenze è tutto un costume generale"; osserva infatti e poi, riferendosi ancora a Bossi (e non solo), invita ad utilizzare un linguaggio "confacente a civiltà ed educazione".

POLITICHE PER LE FAMIGLIE
Concludendo il suo discorso, in ultimo, il porporato ha voluto ricordare l'importanza fondamentale delle politiche in sostegno della famiglia e l'importanza vitale di una riforma fiscale rapida, efficace e soprattutto equa. Per Bagnasco, difatti, occorre "assegnare alla famiglia ciò che le serve, e non illudersi che questa farà ad oltranza scelte eroiche o,a seconda dei punti di vista, autolesionistiche"

CALDEROLI:"BAGNASCO STIA TRANQUILLO, PRONTA UNA RIFORMA EPOCALE"
A stretto giro arriva anche la risposta di Roberto Calderoli, il quale, in merito alle preoccupazioni del Cardinale, assicura che il federalismo sarà "competitivo in quanto chi si dimostrerà più bravo ad amministrare potrà ridurre le tasse ai propri cittadini o erogare loro ulteriori servizi".
"Il federalismo, questo federalismo che stiamo realizzando, -
 ha poi precisato - è l'unico strumento che abbiamo per poter spendere meno e spendere meglio e quindi per reperire quelle risorse da investire per la crescita del Paese o per il sostegno alla famiglia, come peraltro già previsto nel decreto legislativo che verrà portato la settimana prossima in Consiglio dei Ministri per l'approvazione in via preliminare".
In conclusione e glissando totalmente riguardo la pietosa uscita del proprio leader, Calderoli assicura che "Il patto nazionale che si realizzerà con questo federalismo porterà al superamento del dualismo che ha portato alla questione settentrionale e a quella meridionale e all'insoddisfazione dei cittadini sia del nord che del sud".

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©