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Un disastro costato svariati milioni che non ci sono più

Bagnoli, la procura indaga e il comune attacca


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Bagnoli, la procura indaga e il comune attacca
18/04/2013, 13:25

NAPOLI - Nonostante i milioni di euro spesi a Bagnoli per una bonifica fantasma e lo spettro del disastro ambientale provocato da una gestione a dir poco discutibile, il Comune di Napoli continua la sua querelle contro la procura partenopea e batte cassa al governo per riottenere fondi che per altro ha già speso, male, ma ha già speso. Lavoro straordinario quello della procura e dei magistrati Stefania Buda e Nunzio Fragliasso, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Greco che non solo difendono la maxi inchiesta ma ne evidenziano la fondatezza del tessuto investigativo e del materiale probatorio. Bagnoli Futura ed il suo presidente Ambrogi continuano la battaglia iniziata all’indomani dei sequestri con il ricorso al Riesame per ottenere il decreto di dissequestro di quegli stessi suoli che palazzo S. Giacomo aveva già provveduto a mettere in vendita. In mezzo al ‘fuoco incrociato’ i 60 dipendenti di Bagnoli Futura che vedono a rischio il posto di lavoro.  Intanto la cordata Comune - azienda partecipata continua  a ‘sparare a zero’ sui magistrati che seguono l’inchiesta sottolineando l’allarme sull’impossibilità di continuare a svolgere le attività dell’azienda. Ovviamente resta difficile capire di quali attività stia Abrogi, specie in relazione alla bonifica dei suoli, ciò che resta è il dato inconfutabile di un’inchiesta che sta facendo piena luce sul motivo per cui, a distanza di molti lustri, le aree ex italsider ed ex eternit siano ancora nel degrado che è sotto gli occhi di tutti. Di speculazioni politiche e finanziarie se ne fanno tante, troppe, l’unico dato incontrovertibile riguarda i numeri e i tempi di un’incuria divenuta, nel tempo, istituzionale.

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di Rosario Lavorgna
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