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Oggetto era l'avviso di comparizione per Berlusconi del '94

Ballarò: scontro su Mani Pulite tra Di Pietro e Sallusti



Ballarò: scontro su Mani Pulite tra Di Pietro e Sallusti
20/10/2010, 14:10

ROMA - Inizio al calor bianco per la puntata di ieri di Ballarò. In particolare c'è stato uno scontro tra il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti. Oggetto dello scontro è stata una dichiarazione di Sallusti, che ha affermato che, quando nel 1994 Berlusconi ricevette un avviso di comparizione mentre era a Napoli (quello che nella vulgata berlusconiana viene spacciato per un avviso di garanzia), il Corriere della Sera ebbe una imbeccata della notizia da qualcuno della Procura di Milano. Di Pietro l'ha accusato per dirlo adesso che il reato è prescritto, mentre all'epoca nessuno disse nulla.
Tuttavia su questo episodio c'è qualcosa che non torna secondo il racconto di Sallusti, che all'epoca era capo-cronista del quotidiano milanese. Innanzitutto, quando all'epoca furono interrogati i giornalisti, per il reato di violaizone di segreto istruttorio, negarono di averlo ricevuto da qualcuno della Procura. Ma soprattutto, c'è un dato: se - come ha detto Sallusti - il Corriere della Sera ha ricevuto una copia dell'avviso di comparizione, perchè l'ha riportato pieno di errori? In particolare quello più grosso: perchè ha riportato che Berlusconi era stato chiamato per essere interrogato per due tangenti versate dalla Fininvest a due militari della Guardia di Finanza, invece sull'avviso di comparizione ce n'erano tre di tangenti.
E soprattutto c'è un altro fatto: quando i Carabinieri arrivarono a Palazzo Chigi per notificargli l'atto, ebbero la sorpresa di sapere che Berlusconi non era tornato a Roma in serata, come prevedeva il programma, ma era rimasto a Napoli. Quindi gli telefonarono per avvisarlo e cominciarono a leggergli l'avviso di comparizione. E' solo un caso o una coincidenza che, appena finirono di leggergli della seconda tangente, Berlusconi gli sbattè il telefono in faccia e quindi non seppe della terza?

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di Antonio Rispoli
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