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La pena inflitta dal Tribunale Penale dell’Aja

Bambini-soldato: 14 anni al “signore della guerra” Lubanga

Di fatto dovrà rimanere in cella solo otto anni

Bambini-soldato: 14 anni al “signore della guerra” Lubanga
10/07/2012, 14:07

L’AJA - Quattordici anni di carcere per il congolese Thomas Lubanga, meglio noto come “signore della guerra”, riconosciuto colpevole, lo scorso marzo, per aver rapito e arruolato bambini e bambine di età inferiore ai 15 anni nella guerra civile in Ituri, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, del 2002-2003. Ad infliggere la pena è stato il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja: inizialmente l’accusa aveva richiesto 30 anni di reclusione, ma si era dichiarata disposta a ridurla a vent’anni se il “signore della guerra” si fosse “scusato sinceramente” con le vittime dei reati da lui commessi. Si tratta di mabini minorenni, alcuni anche undicenni: i maschi erano costretti ad arruolarsi nella sua milizia, a combattere, uccidere e a perpetrare atrocità; le femmine erano invece sfruttate come schiave sessuali per i ribelli agli ordini dello stesso Lubanga, un ufficiale rinnegato dell’Esercito della Repubblica Democratica del Congo.
La sentenza definitiva a 14 anni ha tenuto conto di un’attenuante: secondo i giudici, infatti, Lubanga ha collaborato con la Corte durante tutto il processo nonostante la “pressione costante e ingiustificata” a cui lo sottoponeva l’accusa. Rinchiuso nel centro di detenzione speciale del Tpi a Scheveningen fin dal 2006, 51 anni, Lubanga è stato il primo ricercato per crimini di guerra mai arrestato in base a un ordine di cattura emesso dai magistrati delle Nazioni Unite. Durante la Seconda Guerra del Congo ordinò massacri di matrice etnica nella provincia nord-orientale di Ituri, il cui capoluogo Bunia nel 2002 fu conquistato dai suoi adepti, che si resero responsabili di spaventose carneficine. Tenuto conto del tempo già trascorso in regime di reclusione, di fatto Thomas Lubanga, il quale si è sempre protestato innocente, dovrà rimanere in cella ancora soli otto anni.

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di Antonio Formisano
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