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Bambino conteso, ad Ischia stessa storia due anni fa


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Bambino conteso, ad Ischia stessa storia due anni fa
12/10/2012, 15:39

Le dolorose immagini che scorrono in sovraimpressione sembrano testimoniare la cattura di un pericoloso delinquente. E invece si tratta di un’innocente bambino di dieci anni prelevato con la forza dalla scuola che frequenta a Cittadella, in provincia di Padova, per essere sottratto alla madre e affidato al padre. Il bambino che frequenta la quinta elementare e il cui comportamento scolastico viene considerato irreprensibile, è rimasto solo in aula perché i suoi compagni sono stati fatti uscire. Ha tentato di resistere, di non essere portato via. Alla vista degli assistenti sociali si è aggrappato al suo banco e ha cominciato a piangere cercando di opporsi in tutti i modi. Niente da fare. Per la giustizia non esistono i sentimenti. La legge va applicata comunque e subito, anche se le modalità usate possono creare un’irreparabile shock a un bambino. Dalle immagini mostrate nella trasmissione “Chi L’ha Visto” si vede il bimbo portato via con la forza. Due persone lo tengono per le gambe. Un altro lo afferra per le spalle, mentre continua nell’inutile tentativo commovente e disperato di liberarsi dalla morsa. Cade a terra. Viene trascinato. Si dispera, ma inutilmente. Alla fine viene caricato su un’auto che si allontana tra le urla e la disperazione dei presenti. Scene disgustose e di inaudita violenza per cui è indignato l’intero Paese e per le quali io, personalmente, e per l’ennesima volta, mi sono vergognato di essere italiano e di far parte di una società disumana e discriminatoria. Si, perché a parte le prese di posizione strumentali e di circostanza assunte da alcuni rappresentanti politici ed istituzionali italiani intervenuti solo perché le immagini sono state mostrate in tv, la società civile è fortemente indignata per quanto accaduto anche perché quello di Padova non rappresenta certamente un caso isolato.A Ischia nella mattinata di martedì 28 dicembre 2010 si vissero scene ancora più crudeli. Per sottrarre alla madre una bambina di appena cinque anni, si recarono a casa della piccola gli agenti della Polizia Municipale di Napoli, coadiuvati dalla Polizia di Stato. Secondo la ricostruzione dei parenti della bambina, la sottrazione sarebbe avvenuta con modi bruschi che avrebbero traumatizzato la piccola, di qui la rabbia esplosa proprio all'esterno del Commissariato di Polizia assediato da amici e parenti della famiglia. "Si deve sapere quello che è successo, gridavano in coro, hanno picchiato persino le donne. Hanno strappato la bambina dal proprio letto. Hanno violato i diritti umani, civili dei minori", i familiari della piccola. Intorno alle ore 13,30 si giunse all'epilogo della triste mattinata. Gli agenti della Polizia Municipale di Napoli, accompagnati dagli uomini della Polizia di Stato di Ischia, lasciarono il Commissariato di via delle Terme tra le urla e le proteste dei parenti della piccola che fu trasferita a Napoli e che sicuramente ricorderà il Natale di quell’anno, che per i bambini dovrebbe essere magico e gioioso, come il giorno più brutto della sua vita e che di sicuro l'ha costretta a crescere troppo in fretta. Quello che ci stupì e non poco, fu vedere le macchine delle Forze dell'Ordine allontanarsi con la bambina verso il porto d'Ischia a sirene spiegate.
Dopo una lunga mattinata di forti tensioni, almeno il trauma dell'assordante suono delle sirene le poteva essere risparmiato. Ma nemmeno quello fu fatto. Leggemmo negli occhi della madre e dei parenti della piccola, la sofferenza, la tristezza, lo strazio e la disperazione tipica di chi effettivamente ama qualcuno che ti viene sottratto e che ti è stato tolto con la forza. Dal racconto fatto dai parenti della piccola, si evince che la sottrazione avvenne con maggiore crudeltà rispetto a quanto accaduto a Padova ma non avendo avuto nessuno la prontezza di filmare il tutto, l’Italia non si indignò come sta avvenendo oggi con i fatti accaduti a Cittadella. Eppure la notizia fu battuta dall’ANSA e riportata con grande risalto dalla stampa locale ma questo purtroppo non servì ad indignare l’Italia intera. Intanto in molti si chiedono: se in Italia questo è il trattamento che in talune circostanze viene riservato ai bambini, qual è quello riservato agli adulti? A quei politici che in queste ore fanno sentire la propria strumentale indignazione, dico: questo paese riesce ad essere normale almeno con i bambini, o per la società del domani dobbiamo formare un esercito di traumatizzati?

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di Redazione
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