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Barano d'Ischia, l'avv. Molinaro su vicenda Mazzella Concetta


Barano d'Ischia, l'avv. Molinaro su vicenda Mazzella Concetta
25/04/2012, 10:04

"In relazione all’oggetto e nell’interesse del sig. Amalfitano Giorgio, dal quale ho ricevuto incarico, Vi rappresento quanto segue: Da giorni campeggia sui mezzi di informazione la notizia, ormai divenuta quasi un "reality show", della vicenda che vede protagonista la sig.ra Mazzella Concetta di Ischia, presentatasi come l’anziana, ammalata e buona nonnina alla quale le Autorità Regionali avrebbero precluso “di punto in bianco” la fruizione della strada di accesso alla sua abitazione, costringendola ad utilizzare il meno agevole percorso pedonale costituito da una faticosa scalinata di oltre cento gradini.
Alla denuncia della vicenda ha fatto seguito poi l’esultanza per la pretesa risoluzione del caso con la promessa di una “autorizzazione provvisoria” che sarebbe avvenuta soltanto per merito dell’intervento dei giornalisti del noto programma televisivo “LE IENE” di Italia 1.
Pur nella certezza della buona fede dei giornalisti occupatisi della vicenda, il dovere di cronaca impone, nel rispetto della verità sostanziale dei fatti e dei limiti tipizzati dalla legge professionale, dal codice deontologico e dalla consolidata giurisprudenza formatasi in materia, alcune doverose precisazioni da parte del mio assistito, finora inspiegabilmente taciute dalla sig.ra Mazzella, sull’ effettivo svolgimento della surreale vicenda.
Va in primo luogo evidenziato che la riappropriazione da parte del Demanio dell’area di suolo pubblico che la sig.ra Mazzella, senza averne alcun titolo, utilizzava non è avvenuta da parte della Regione “di punto in bianco” ma soltanto all’esito di complesse controversie giudiziarie, nelle quali la Mazzella è risultata soccombente, ed in doverosa esecuzione di provvedimenti giurisdizionali.
Ed invero, è documentalmente dimostrato che la sig.ra Concetta è stata destinataria di plurimi atti di diffida da parte della Regione Campania che l’ha più volte, nel corso degli anni, formalmente invitata a lasciare «libera da persone e cose» l’area demaniale in questione che veniva utilizzata arbitrariamente come area di parcheggio di più autovetture (a volte addirittura 4) asseritamente poste al suo servizio, nonché alla demolizione delle opere abusive da lei realizzate in quell'area ( si vedano, tra le tante, la diffida n. 2003 del 27.2.2003, la diffida n. 0871269 del 5.11.2004 e la diffida n. 0871450 del 16.10.2007 ).
Il Comune di Ischia, dal canto suo, con ordinanza n. 275/05 del 19.9.2005, aveva ingiunto anche la demolizione delle opere in cemento armato abusivamente realizzate dalla Mazzella proprio nell’area demaniale regionale: «1) scala in c.a. di mt. 7,50 di lunghezza per m,t. 1,40 di larghezza per l’accesso all’abitazione realizzata in area di proprietà della Regione Campania; 2) nella parte sottostante installazione di un serbatoio di gas (per uso domestico) fissato con barre di ferro sulla pavimentazione della fascia acquedottistica».
Alle plurime diffide la MAZZELLA non ha mai ottemperato, persistendo - con inusitata arroganza - nell’illecita occupazione; ciò che determinava la Regione Campania a denunciare i fatti alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Napoli che apriva a carico di Mazzella Concetta il proc. pen. n. 52584/06 R.G.N.R. sfociato nella sentenza di condanna della Mazzella n. 5617/11, per i reati di cui agli artt. 633 e 639 bis c.p., in relazione alla occupazione della cennata area demaniale, nonché al risarcimento del danno nei confronti di uno dei due proprietari limitrofi, costituitosi parte civile quale soggetto danneggiato dalle illecite condotte della Mazzella.
Allorquando, infatti, quest’ultimo aveva ottenuto il permesso per costruire una cisterna interrata nel proprio fondo al quale si accede soltanto per la stessa ripida scalinata tanto faticosa (anche per lui ultrasettantenne e non soltanto per la sig.ra Mazzella), conseguendo, altresì, un’autorizzazione provvisoria al transito dei materiali occorrenti proprio per la cennata area demaniale, la sig.ra MAZZELLA, facendo «da padrona in casa altrui», aveva arbitrariamente impedito il transito al proprio vicino, il quale si vedeva costretto a ricorrere all’A.G. per l’esecuzione delle ordinanze di sgombero, nonché dell’ordinanza di demolizione. Tale condotta particolarmente aggressiva e penalmente illecita, come accertato dalla sentenza penale di condanna della Mazzella per i reati di cui agli artt. 633 e 639 bis c.p. (invasione ed occupazione di terreni ed edifici), mal si concilia con il quadretto dell’anziana e buona nonnina vittima di ingiustizie.
Anzi, tutt’altro!
Non a caso, il T.A.R. Campania, con sentenza n. 4241/2008 del 16.4.2008, depositata in Segreteria il 13.5.2008, condannava le Amministrazioni intimate, cioè proprio il Comune di Ischia e la Regione, ad eseguire, ciascuna nei propri ambiti di competenza, i plurimi provvedimenti ripristinatori, ordinando, inoltre, alla sig.ra Mazzella Concetta di dare attuazione ai provvedimenti legalmente dati e di non violare i diritti del demanio regionale e dei proprietari confinanti.
In seguito, il T.A.R. Campania si pronunciava nuovamente sulla vicenda, con sentenza n. 5071/2009, con la quale rigettava il ricorso proposto dalla Mazzella, intimando, ancora una volta, alle Amministrazioni l’esecuzione dei provvedimenti di ripristino della legalità violata dalle condotte illecite tenute dalla ricorrente.
Delle Amministrazioni intimate, esclusivamente il Comune di Ischia, limitatamente al proprio ambito di competenza, avviava il procedimento di attuazione alla cennata sentenza, con nota 23470 del 10.09.08, a seguito della quale la scala abusivamente realizzata dalla signora Mazzella Concetta, in assenza di titolo abilitativo, in area demaniale e sottoposta a vincolo paesaggistico, veniva demolita e il serbatoio di gas gpl impiantato stabilmente al suolo, realizzato nell’area demaniale in spregio anche delle normative di sicurezza, veniva rimosso.
Tutto ciò premesso, la Regione Campania, proprio in esecuzione delle sentenze del T.A.R. e della sentenza penale della Sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli di condanna della Mazzella per la illecita occupazione, nelle more intervenuta, e quindi non già «di punto in bianco», provvedeva a liberare la fascia demaniale, trasformata illecitamente in un “parcheggio privato” a disposizione delle innumerevoli autovetture della sig.ra Mazzella e dei suoi familiari.
Peraltro, con nota prot. 2012 0245901 del 29.03.2012 e cioè, sin da epoca antecedente al balzo agli onori delle cronache del “caso Mazzella” ed all’intervento dei giornalisti del programma televisivo “LE IENE”, la Regione Campania aveva già comunicato ai tre proprietari confinanti con l’area demaniale in questione, i quali hanno tutti e tre unico accesso alle rispettive proprietà attraverso la ormai “famosa” scalinata di oltre cento gradini (peraltro con problemi di salute analoghi a quelli della Mazzella: uno dei proprietari limitrofi ha 72 anni, è soggetto cardiopatico diabetico e con problemi articolari, l’altro è un cittadino tedesco la cui mamma ultranovantenne da anni non soggiorna nella propria casa ad Ischia per mancanza di un comodo accesso), di avere avviato il procedimento non solo di autorizzazione provvisoria, ma addirittura di concessione dell’area demaniale e sollecitato un piano di riparto concorde tra i proprietari limitrofi della medesima.
Tanto si legge nel citato provvedimento: «l’Ufficio ha inteso avviare il procedimento finalizzato a produrre effetti che possano soddisfare le esigenze di tutti gli interessati. Pertanto si invitano le parti a formulare di comune accordo un’ipotesi di assegnazione delle aree del tratto di suolo richiesto ed inviarle allo scrivente settore. Non appena acquisite dette proposte, le SS.VV. ai sensi dell’art. 11 l. 241/90 saranno invitate alla sottoscrizione del predetto atto di accordo, propedeutico per la formulazione dei relativi decreti di concessione».
Ricevuta la suddetta comunicazione, il legale che cura gli interessi dei proprietari confinanti che utilizzano la medesima famosa scala per l’accesso alle rispettive proprietà contattava il legale della sig.ra Mazzella, per addivenire – anche ai fini di un sereno futuro godimento del bene demaniale – ad un accordo che consentisse, come auspicato dalla Regione, un ordinato utilizzo dell’area demaniale che, nel rispetto della "par condicio", potesse soddisfare le esigenze di tutti e tre i proprietari limitrofi, afflitti dal medesimo problema della scala di oltre cento gradini.
L’invito rimaneva senza riscontro ed anzi, come lamentato dal mio assistito, veniva inspiegabilmente osteggiato dalla Mazzella che, con inusitata prepotenza, pretendeva che la concessione dovesse essere rilasciata solo in suo favore, continuando a far percorrere agli altri due vicini, anziani e cardiopatici come lei, la proibitiva scalinata.
Ora si apprende che a seguito dell’intervento delle Iene la Regione rilascerà alla Mazzella ed agli altri due proprietari confinanti un’“autorizzazione provvisoria”: un bel passo ….INDIETRO!!
Un dubbio sorge spontaneo all'Amalfitano: non sarà forse l’ingordigia della Mazzella che paventa un utilizzo dell’intera area demaniale al suo “esclusivo servizio”, con il parcheggio di ben 4 autovetture familiari, motorini ed auto di amici e parenti, e sulla quale aveva realizzato anche una scala in c.a. abusiva ed un serbatoio di gas, ad averla resa vittima della grottesca situazione??!??
La sig.ra Mazzella Concetta è di certo una vittima …. ma - a ben vedere - esclusivamente di se stessa!!!
Ristabilita in tal modo, correttamente e negli esatti termini, la verità oggettiva, anche in relazione ai contenziosi definiti in sede penale e in sede giurisdizionale amministrativa, Vi invito a tener conto, nell'esercizio del pur doveroso diritto-dovere di cronaca, delle suindicate precisazioni, riservata sin d'ora ogni idonea tutela nell'interesse del mio assistito Amalfitano Giorgio, avente diritto. ". Con l'occasione, mi è gradito inviare distinti saluti ( Avv. Bruno Molinaro ).

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di Redazione
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