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Tra i vari ospiti anche il Cardinale Crescenzio Sepe

Barcellona, meeting interreligioso di preghiera per la Pace


Barcellona, meeting interreligioso di preghiera per la Pace
04/10/2010, 18:10

Da ieri è a Barcellona il Card. Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, per prendere parte all’Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace, che è stato promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, che vede riuniti per tre giorni i grandi leader religiosi e rappresentanti della cultura e della società civile provenienti da ogni parte del mondo, in dialogo sul tema “Vivere insieme in un tempo di crisi. Famiglia di popoli, Famiglia di Dio”.
Nel suo intervento su “Mediterraneo: lo spazio dell’incontro”, il Card. Sepe ha osservato che “il dialogo interreligioso ed interculturale nel Mediterraneo non deve più essere pensato come oggetto di programmi politici decisi altrove, ma come soggetto di strategie che siano espressione diretta dei bisogni reali di ciascun popolo. Per questo occorre prendere coscienza dei rischi di marginalizzazione della regione euromediterranea ed impegnarsi per la costruzione di alleanze tra le civiltà nel Mediterraneo che trovino il loro elemento portante nella strutturazione di un vero e duraturo dialogo tra religioni e culture”.
“E’ necessario –ha proseguito l’Arcivescovo di Napoli- che, oggi più che mai, questo dialogo sia costruito su un sistema di valori, capace di mettere in campo sinergie che operino nello spirito della pace e della collaborazione tra i popoli e nel rispetto dei diritti fondamentali, che hanno la loro espressione principale nella carta dell’ ONU. A tale fine è indispensabile allargare il discorso al Grande Mediterraneo: soggetto storico e strategico che agisce e si sviluppa anche in connessione ed interdipendenza con i Paesi del Medio Oriente, del Golfo e del Mar Nero”.
“In quest’area geografica –ha aggiunto il Card. Sepe- occorre promuovere la comprensione mediante un dialogo interreligioso ed interculturale capace specialmente di promuovere la conoscenza delle realtà identitarie, sociali e culturali che la compongono, incoraggiando una loro più stretta interazione, al fine di rafforzare i valori e gli interessi condivisi nel rispetto dei diritti fondamentali della persona umana, sviluppando specialmente la cooperazione intellettuale e la formazione di risorse umane nei vari ambiti. Il Grande Mediterraneo, com’è noto, da lungo tempo, è percorso da tensioni, crisi e conflitti che hanno lacerato il tessuto di una convivenza pacifica e prosperosa. La riconciliazione nel Grande Mediterraneo impone innanzitutto una ricerca della Solidarietà e dello Sviluppo. Occorre offrire ai giovani una educazione e una preparazione professionale che riducano, fin dall’inizio, le innumerevoli difficoltà. L’ho ripetuto a Napoli giorni fa: c’è bisogno di pane e speranza per assicurare proprio ai nostri giovani il ruolo di “produttori del futuro”.
“Dobbiamo tutti impegnarci a fondo -ha detto ancora Sepe- per permettere un equo inserimento dei giovani nel mondo del lavoro: un’apposita azione deve essere rivolta a tal fine da tutti i soggetti interessati per individuare specifici bisogni formativi in relazione a nuove possibilità del mercato del lavoro che l’area del Grande Mediterraneo può aprire. Il riconoscimento della conoscenza universale non deve sradicare le culture locali, ma dovrà mettere insieme tradizione, modernità e innovazione. L’ impegno che tutti noi dobbiamo assumere e che le religioni e le culture devono porre a base della loro azione si inscrive nella necessità di nuove politiche, dove il rispetto per la cultura dell’altro permetta la difesa fondamentale della persona umana e dei suoi diritti”.

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di redazione
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