Cronaca / Nera

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L'accusa:estorsione nei confronti di commercianti di Cercola

Barra, i carabinieri smantellano il giglio dei Cuccaro

Abbattuto tra applausi sarcastici il giglio "Insuperabile"

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Barra, i carabinieri smantellano il giglio dei Cuccaro
29/09/2012, 11:58

La mano della camorra ancora una volta a rovinare la centenaria festa dei gigli di Barra. Questa mattina in piazza de Franchis i militari dell’arma dei carabinieri hanno posto sotto sequestro e smantellato, con l’aiuto dei vigili del fuoco, l’obelisco che era stato finanziato dalla famiglia Cuccaro. Il giglio, un’imponente struttura di legno e cartapesta, sarebbe dovuta sfilare questa sera nel quartiere napoletano per la tradizionale festa.

 

Il sequestro è partito nell’ambito di un’inchiesta sulle attività del clan camorristico Cuccaro insieme alle famiglie Aprea – Alberto, e la demolizione è stata disposta dal GIP Antonella Terzi, che ha accolto la richiesta del PM Vincenzo D’Onofrio.

 

Lo scorso giugno, in occasione di un'altra importante "festa dei gigli", quella di Nola, il gruppo (o "paranza") del giglio "Insuperabile" era stato protagonista di una clamorosa rissa con altre "paranze" rivali. Negli anni scorsi, inoltre, durantela festa di Barral'obelisco era stato usato per rendere omaggio al boss Angelo Cuccaro e ad altri pregiudicati affiliati al clan. Il giglio è già stato distrutto.

Se in passato erano i boss a offrire soldi ai 'Gigli' per ostentare potere e ricchezza, oggi accade il contrario e la sfilata degli obelischidi cartapesta per le strade del quartiere diventa l'occasione per far entrare enormi somme di denaro nelle casse dei clan. Emerge dal racconto della festa dei gigli di Barra (dove oggi i carabinieri hanno sequestrato un' imponente torre di legno e cartapesta che sarebbe dovuta sfilare questa sera) fatto dai collaboratori di giustizia, tra cui Salvatore Manco. "Per sottolineare che il '96 era un anno di pace tra i vari clan, in occasione della festa dei gigli, noi Aprea-Cuccaro-Alberto facemmo i gigli con la paranza 'Insuperabilé ed il clan Sarno fece la paranza 'Mondiale', per cui si festeggiò tutti insieme.

Tutti i responsabili dei gigli, ad eccezione di quello dei Sarno, quell'anno dettero una quota di due milioni di lire a testa agli Aprea-Cuccaro-Alberto, così invertendo la tendenza precedente che aveva visto sempre i clan finanziare i gigli e non viceversa. Deve comunque essere sottolineato - prosegue il pentito Manco - che, da sempre, tutti i commercianti pagavano l'estorsione in occasione dei gigli perché i rappresentanti del clan Aprea si presentavano per chiedere un regalo per i gigli dando in cambio solo una camicia identificativa del comitato della paranza mentre i commercianti erano costretti a pagare somme elevate (ad esempio, 500.000 lire, un milione o due milioni a seconda dell'importanza dell'esercizio)". "Nell'occasione della festa dei Gigli - rivela ancora Manco - chi allestiva l'illuminazione pagava l'estorsione.

L'illuminazione era appaltata per il comitato organizzativo della festa che predisponeva l'illuminazione di tutto il quartiere di Barra perla festa dei Gigli. Noi della famiglia Aprea non pagavamola quota dell'illuminazione, ma anzi riscuotevamo l'estorsione sulla illuminazione stessa". Il collaboratore di giustizia fornisce poi particolari sulla costruzione del giglio e sulla simbologia della festa: "I gigli degli altri comitati erano di seconda mano in quanto si trattava di gigli già utilizzati per i festeggiamenti dei gigli nel Comune di Nola, ciò non accadevamai per il giglio 'Insuperabile' che veniva sempre appositamente costruito ogni anno per il clan Aprea. Il giglio ha sempre un padrino; nel caso del giglio 'Insuperabile' esso viene designato tra facoltosi imprenditori-amici e fiancheggiatori del clan Aprea".

 Simboliche e raccapriccianti le immagini amatoriali comparse durante la festa dell’anno scorso quando il boss arriva trala folla su un'autoExcalibur bianca e si ferma davanti al negozio di famiglia; quindi bacia il figlio per sottolinearela continuità del poteree subito dopo il parroco per dimostrare che i camorristi non sono cattivi.

 Nel decreto di sequestro del giglio 'Insuperabile' oggi nel quartiere di Barra, a Napoli, sono contenuti i fotogrammi della festa dello scorso anno, tratti da un filmato pubblicato sul sito dell'Espresso, che dimostrano, secondo il gip Antonella Terzi, comela manifestazione popolare sia uno strumento di cui il clan Cuccaro si serve per fare presa sugli abitanti del quartiere e mantenere il predominio sul territorio. Il boss a bordo della Excalibur è Antonio Cuccaro, il figlio al quale simbolicamente passa il testimone è Angelo. I due, sempre attraverso il giglio, indicano alla gente del quartiere qual è il loro più importante alleato: Andrea Andolfi.La paranza dell'"Insuperabile", infatti, rivolge omaggi a entrambe le famiglie di camorristi, i Cuccaro e gli Andolfi; quindi sosta davanti all'abitazione di Andrea Andolfi, che è sottoposto al regime di sorveglianza speciale e non può uscire di casa per salire sull'obelisco perché rischierebbe l'arresto.

Nei successivi fotogrammi si vedono i portatori del giglio che elogiano i capiclan del quartiere, gridando per esempio, come si evince dalle didascalie, "Leggo sulle pietre di questo quartiere una storia unica e irripetibile che ha il sapore della dignità". Dignità che, come scrive il gip, deriva dal non avere avuto pentiti tra i proprio affiliati. E al sentire queste parole, centinaia di persone esultando sollevando le braccia.La paranza del giglio canta poi le storie parallele di Angelo Cuccaro e Andrea Andolfi, "due amici sin da piccoli" che "giocavano a sbagliare": "Si usciva di notte sempre in pensiero per portare a casa un pezzo di pane. Se non tornavi in tempo non si dormiva e dirti tra i denti: stai attento! Non mi restava che pregare per te. Sono stato grande e ora sono ancora più grande". Quindila dedica della canzone: "Per il figlio di Esposito, Genny, e per Franco e per tutti i morti nostri, di tutta Barra". Quindi, scrive ancora il gip, il clan attraverso il giglio rende omaggio alla popolazione di Barra, gridando: "Popolo, ti amiamo!". Infine viene veicolato il messaggio secondo cuila camorra non è un male: "Non ci criticate sempre! Dite noi chi siamo! Le cose belle le facciamo anche a Barra. Noi non facciamo solo cose che non vanno bene: noila festa dei giglila sappiamo fare".

 "Le potenzialità del giglio e i messaggi che riesce a veicolare valgono per il clan Cuccaro più di un intero arsenale". Lo scrive il gip Antonella Terzi nel decreto di sequestro del giglio 'Insuperabile' oggi nel quartiere napoletano di Barra. "Le sue potenzialità, i messaggi che riesce a veicolare, il significato recondito di quel legno, di quella cartapesta, di quelle insegne - si legge infatti nel provvedimento - valgono, per il clan, molto più di un intero arsenale. Ela sua discesa incampo, il giorno della festa, è molto più che una vittoria in battaglia, molto più che il fisico annientamento di un rivale. E' il segno del comando, e perciò pertinente ai reati ipotizzati, di cui favoriscela prosecuzione e dicui implementa le gravissime potenzialità offensive". Di quila necessità di sequestrarlo: "La sua apprensione, in vista della prossima ricorrenza, si impone quale presidio imprescindibile per interromperela spirale di illiceitàche di esso si nutre, impedire il ripetersi dell'osceno, criminogeno spettacolo cui si è assistito l'anno passato, restituire alla manifestazione il decoro che merita e, soprattutto, privare i Cuccaro del loro metaforico viatico verso nuovi delitti".

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di Fabio Iacolare
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