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BASTA CON I PROCESSI MEDIATICI


BASTA CON I PROCESSI MEDIATICI
02/02/2008, 09:02

«L'informazione deve essere equilibrata, obiettiva e deve garantire il contraddittorio senza anticipare giudizi su questioni ancora subiudice, non vuol dire porre limiti alla libertà di informazione. Ma l'informazione non può diventare gogna mediatica né spettacolarizzazione ispirata più all'amore per l'audience che all'amore per la verità.». Con queste parole il presidente per le garanzie nelle comunicazioni dell'Autorità Corrado Calabrò ha voluto sottolineare una questione che si pone già da tempo.
Ne avevamo già parlato in occasione del processo per la strage di Erba, pensiamo anche a Cogne, che è forse l’ultimo ma dopo una lunga, infinita serie, di questioni messe o meglio schiaffate in prima serata con ospiti o i cosiddetti “opinionisti” che analizzano gli eventi. Lo share è impressionante e le emittenti “non possono” fare altro che seguire la massa, ciò che i telespettatori vogliono. Chissà se è proprio così, o se ci inizia a esserci una tendenza opposta, troppa crudeltà, immagini raccapriccianti ma più che altro troppe parole senza fatti.
E così sono arrivate le prime multe: una da 200 mila euro a Mediaset per un servizio del Tg5 sull'incidente probatorio relativo al caso dei presunti abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio e una da 100 mila euro alla Rai per un servizio del Tg1 sui “bambini soldato, per la violazione del Codice Tv-Minori.

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di Francesca Fortunato
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