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Afragola. Tutti i nomi dei 60 arrestati

Bastonata al clan Moccia


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Bastonata al clan Moccia
09/07/2010, 16:07

NAPOLI - Nella prima mattinata, la Squadra Mobile di Napoli ha eseguito 60 provvedimenti cautelari, emessi dal medesimo tribunale, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di alcuni affiliati del clan Moccia. Il provvedimento cautelare è stato il risultato di un’articolata operazione, alla quale hanno preso parte non solo la Squadra Mobile di Napoli, ma anche la Polizia di Stato di Afragola e di Frattamaggiore. Il tutto è partito da alcuni episodi di usura e di estorsione, messe in atto da esponenti della delinquenza organizzata afragolese. I responsabili di queste prime attività illecite, sono stati condannati con sentenza di primo grado. Le successive indagini, hanno permesso di penetrare all’interno dell’associazione camorristica, denominata clan Moccia, con sede ad Afragola, ma operante anche a Casoria ed Arzano.
Nel corso delle indagini, è emersa l’estrema violenza dell’organizzazione, che poneva in atto addirittura le cosiddette “gambizzazioni”, utilizzate per intimidire e punire i suoi affiliati.
Dall’inchiesta, appare evidente che il clan Moccia, detiene un controllo capillare sul territorio e su tutte le attività economiche della zona, grazie anche all’imposizione di tangenti estorsive, nei confronti degli imprenditori edili, dei commercianti e degli altri operatori economici.
Altra attività del clan, quella del credito ad usura. È infatti emerso dalle indagini, che sono numerosi i delitti proprio in relazione a questa pratica.
Dalle testimonianze dei collaboratori di giustizia, emerge una struttura piramidale ed estremamente organica dell’organizzazione. Dunque, un associazione assai complessa quella del clan Moccia, dove i quadri dirigenziali, gli unici ad avere contatti con la famiglia, venivano soprannominati senatori, proprio per la preminenza della loro posizione.
L’ordinanza di applicazione della misura cautelare è scattata nei confronti di; Abate Giovanni; Alleluia Giovanni; Amadoro Chiara; Angelino Giuseppe; Barbetta Vincenzo; Barone Gaetano; Barra Antonio; Barra Carmine; Barra Silvio; Bassone Antonio; Bellezza Vincenzo; Bianco Carmine; Bianco Felice; Brancato Gennaro; Bussola Armando; Caiazzo Cesare; Cappiello Luigi; Castaldo De Stefano Rosario; Castellacci Pietro; Ceriello Anna; Cimini Domenico; Ciotola Flora; Ciotola Giuseppe; De Chiara Andrea; Del Prete Pasquale; De Rosa Gioacchino; De Stefano Francesco; Di Annicela Giovanni; Di Micco Mario; Favella Francesco; Franzese Silvestro; Gallo Carlo; Iazzetta Filippo; Iazzetta Santo; Iorio Antonio; Luca Nicola; Lucci Antonio; Maldarelli Antonio; Mosella Maria; Paolone Luigi; Paribello Tommaso; Pezzella Salvatore; Piscopo Angelo; Puzio Michele; Puzio Pasquale; Raucci Pasquale; Raucci Vincenzo; Rosmarino Santo; Russo Crescenzo; Scafuto Salvatore; Silvestro Domenico; Tartaglione Michele; Tramonto Giuseppe; Tramonto Luigi; Venturelli Francis; Vitucci Anselmo; Vitucci Giorgia; Zanfardino Biagio; Zanfardino Domenico; Zanfardino Vincenzo.
È stata infine evidenziata, la sproporzione tra i redditi dichiarati dagli indagati e dalle loro famiglie, con i patrimoni trovati in loro possesso. Si è passati quindi, al sequestro preventivo di: 74 immobili (tra cui ville e terreni); 20 autovetture, 10 motoveicoli, 11 autocarri; 33 società (operanti in vari settori, tra cui le costruzioni, lo spettacolo e la telefonia); ed infine 179 rapporti bancari (tra cui polizze assicurative e fondi d’investimento).

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di Dario Palladino
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