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Batterio killer. Unimpresa Agricoltura: “Aiuti Ue sufficienti solo a coprire piccola parte dei danni”


Batterio killer. Unimpresa Agricoltura: “Aiuti Ue sufficienti solo a coprire piccola parte dei danni”
09/06/2011, 14:06

L’ipotesi di aumento a 210 milioni degli stanziamenti, previsto nella nuova proposta di oggi della Commissione europea, rappresenta un segnale di attenzione apprezzabile che tuttavia arriva a coprire neanche la metà delle perdite subite dagli agricoltori europei solo nell’ultima settimana (oltre 450 milioni di euro dei quali almeno 150 milioni in Italia). E' quanto afferma Emilio Ferrara, responsabile di Unimpresa Agricoltura.
“Le proposte avanzate dalla Commissione di Bruxelles appaiono al momento insufficienti per affrontare un’emergenza che ha colpito in maniera drammatica tutta l’agricoltura europea – spiega Ferrara - Il susseguirsi di falsi allarmi ha alimentato in tutta Europa una psicosi che, secondo il servizio della Commissione europea “Eurobarometro”, ha colpito oltre un terzo della popolazione europea che ha cambiato la propria dieta rinunciando a frutta e ortaggi, ma, ancor più grave, ha anche offerto l’alibi a misure protezionistiche ingiustificate (come il blocco delle importazioni) da parte di paesi come la Russia, l’Arabia Saudita, ecc., provocando danni incalcolabili”.
Unimpresa Agricoltura esprime una valutazione sulle modalità di attribuzione degli aiuti, attraverso la quota parte dei Fondi di Esercizio delle organizzazioni di produttori destinata alle misure di regolazione del mercato, decisamente positiva, a condizione però di operare con quelle orgnaizzazioni che già hanno attivato tale misure ed hanno dimostrato il loro corretto utilizzo negli ultimi anni.
“Le necessarie misure di sostegno ai produttori agricoli devono essere accompagnate da un impegno sul piano dell’informazione per favorire la ripresa dei consumi nella produzione ortofrutticola italiana che è leader in Europa per qualità e sicurezza alimentare – aggiunge Ferrara - Si tratta di salvare un settore in cui operano 300mila imprese ortofrutticole nazionali specializzate per una produzione attorno ai 25 milioni di tonnellate che genera un fatturato di oltre 11 miliardi di euro e garantisce occupazione per 50 milioni di giornate di lavoro”.
E’ inoltre necessario, aggiunge il responsabile di Unimpresa Agricoltura, che l’Unione europea faccia al più presto la massima chiarezza sulla vicenda e che la Germania si assuma le sue responsabilità. Non è tollerabile che, a più di due settimane dalle prime intossicazioni, siamo ancora alle ipotesi (dai cetrioli ai germogli di soia e chissà a cos’altro nelle prossime ore) che hanno avuto come conseguenza un allarmismo generalizzato tra i consumatori e, di riflesso, un netto calo negli acquisti di ortofrutticoli.
“A pagare le maggiori conseguenze delle incertezze e dei ritardi con cui in Europa si sta affrontando l’emergenza – conclude Ferrara - sono stati nell’ordine la Spagna (danno stimato in già oltre 200 milioni) la cui produzione di cetrioli è stata ingiustamente accusata, l’Italia (oltre 150 milioni) che è il principale paese produttore di ortofrutta in Europa, l’Olanda, la Francia, la Germania, il Belgio e la Danimarca”.

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di Redazione
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