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Indignazione dal mondo politico

Battisti: “Chiedo perdono, ma non sono pentito”

L'ex leader di Pac confessa di aver nostalgia dell’Italia

Battisti: “Chiedo perdono, ma non sono pentito”
07/09/2011, 19:09

 

BRASILE - Perdono per le proprie responsabilità politiche, ma non rimorso per le vittime degli attentati avvenuti in Italia negli anni '70. Cesare Battisti, ex militante dei Proletari armati per il Comunismo, ha così, in un’intervista, negato la sua partecipazione diretta agli attacchi.
"Pentimento - ha specificato - è una parola ipocrita legata alla religione e non mi piace".
Al giornalista che lo ha interrogato su Pierluigi Torregiani, il gioielliere assassinato nel 1979, l’ex terrorista ha risposto di aver letto la notizia dell’uccisione su “La Notte” di Milano e di aver pianto fin da subito: “Essere accusato di quell’omicidio – ha specificato -  è triste ed infame.
Le dichiarazioni di Battisti non hanno, ovviamente, lasciato indifferente Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi: “Una bella fandonia, una presa in giro. Battisti – commenta  Alberto - sapeva quello che faceva. Le sue parole sono un'offesa ulteriore".
Indignazione viene mostrata anche dal ministro degli Esteri, Franco Frattini e dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa che ribadisce la necessità di un passo diplomatico.  
Nell’intervista all’ex terrorista non poteva, poi, mancare il riferimento all’Italia, Paese a cui l'ex militante dei Proletari armati per il Comunismo guarda ancora con malinconia e rimpianto: “Mi porto dentro l'Italia del passato – ha dichiarato - quella che ancora sognava, un paese che lottava per la giustizia". Confessa, inoltre, di essere pronto ad una conciliazione, dopo anni di vita trasparente.
Ma non solo passato, Battisti parla anche del futuro: "Pubblicherò un libro con la  casa editrice di San Paolo  dal titolo Ai piedi del muro”, annuncia soddisfatto, ricordando che, grazie ai documenti ottenuti ad agosto dalle autorità brasiliane, fra qualche giorno aprirà anche un conto corrente a San Paolo.
L’ex  terrorista, poi, confida che in questo momento il suo avversario principale è la stampa sensazionalista: “Sono assediato – dice -  mi sento il mostro da sbattere in prima pagina”.

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di Rossella Marino
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