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Voto all'unanimità espresso al parlamento

Belgio: la camera approva la legge anti burqa


Belgio: la camera approva la legge anti burqa
29/04/2010, 22:04

Oramai è ufficiale, il Belgio è il primo paese occidentale che ha varato una legge apposita per vietare categoricamente l'uso del burqa nei luoghi pubblici. Il governo, nonostante la terribile crisi che sta attraversando, è infatti comunque riuscito a votare la proposta all'unanimità e con soli due astenuti. A dire il vero, per diventare definitiva, la legge approvata alla Camera deve passare ancora per il Senato ma, di sicuro, anche nel secondo ramo del parlamento il provvedimento anti-burqa non farà fatica ad essere approvato. A questo punto, l'unico evento che potrebbe impedire l'attuazione concreta della legge, sarebbe la caduta del governo con conseguente proposizione obbligata di elezioni anticipate.
E' opportuno precisare, comunque, che in Belgio il divieto  totale  di utilizzo del burqa non è stato voluto esclusivamente dai liberali ma anche dai cristiano-liberali, dai fiamminghi e francofoni e dai socialisti. Insomma: una necessità praticamente trasversale più forte anche di quella sentita in Francia, dove, tra qualche tempo, potrebbe passare una proposta molto simile sul velo islamico (anche se da Parigi non si imporrà il completo divieto).
La legge approvata quest'oggi, dunque, prevede un'ammeda che va dai 15 ai 25 euro fino ad una settimana di reclusione per chi, in luoghi pubblici, indosserà abiti o copricapi che ne impediranno l'identificazione. L'eccezione sarà fatta per le feste di carnevale ed in generale gli appuntamenti in maschera. Sull'utilità della proposta in Beglio si è discusso parecchio; anche perchè in molti comuni esistono già norme che impediscono di girare in pubblico a volto coperto. Inoltre, nello stato travolto dalla crisi economico-politica, sono pochissime le donne che indossano burqa e niqab e per tale motivo sembra decisamente poco comprensibile la rapida approvazione di una legge decisamente superflua. In ogni caso, i promotori e tutti coloro che hanno votato per il si (quindi praticamente l'intero governo) fanno sapere che non si tratta solo della volontà di aumentare la sicurezza ma, anche e soprattutto, di voler restituire dignità alla donna garantendo i principi fondamentali della democrazia occidentalmente intesa.

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di Germano Milite
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