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I detrattori definiscono l'arresto del boss "ad orologeria"

Bene Stato e Magistratura. Saviano il vero buffone


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Bene Stato e Magistratura. Saviano il vero buffone
17/11/2010, 18:11

Alcune polemiche in questi giorni hanno tacciato il Governo di essere poco presente. Più attento a sfruttare la prostituzione che a contrastarla, compiacente con chi porta i soldi al nord, alimentando il modello Lega, e punitivo contro chi al Sud delinque deturpando il territorio. Chi l'avrebbe mai detto che un meridionalista convinto come me e come tanti altri, abbia il dovere e l'onore di ringraziare un ministro leghista per aver fatto, ancora una volta, piazza pulita dell'organizzazione camorristica più famosa della storia. Anzi, l'unica secondo quanto scritto da un giovane ed abile scrittore nato a Napoli e non a Casale, perchè privilegiato fin dalla nascita dal fatto di essere stato messo al mondo in una culla ben ovattata nella sua famiglia per bene di origini casertane. Lui con Casale c'entrava poco o nulla, ma è stato sempre il burattino della legalità, dei detrattori del Governo Berlusconi e mai di quelli dei vari Prodi e D'Alema, che hanno dimostrato di essere più loro collusi con la criminalità non portando a casa un solo arresto eccellente come fatto negli ultimi anni dall'uomo con la camicia verde. Il paladino della giustizia che non ha mai fatto nulla per quest'ultima se non arricchirsi con uno splendido romanzo che nei primi mesi dalla sua pubblicazione ha "spacciato" come opera giornalistica. Un'opera copiata da molti giornalisti, e questo lo si è venuto a sapere dopo alcune sentenze sfavorevoli per plagio nei confronti di chi ha raccontato quotidianamente lo squallore delle azioni malavitose, guadagnando cifre irrisorie rispetto a quelle incamerate dal figlio del marketing moderno. Quel marketing messo in campo dalla persona che adesso sta accusando in televisione cercandolo di diffamare, appoggiando chi denigra l'attuale Governo, con le spalle sempre coperte ahimè da chi magari già gli ha garantito un posto in Parlamento. La sua vera terra d'origine è quella che gli ha dato notorietà e ricchezza la quale, girando e rigirando, trova sempre il marchio Mediaset nello stendardo( vedi Mondadori ed Endemol). La sua terra d'adolescenza, invece, è stata diffamata, deturpata da lui stesso con notizie vecchie trattate dai veri giornalisti del territorio come Rosaria Capacchione e come Simone di Meo, vincitore di una causa nei confronti dello scrittore, sedicente giornalista nel periodo in cui giocava ambiguamente sulla sua professionalità mendace e sconosciuta a tutti gli addetti ai lavori. Questi due colleghi da me citati fanno parte di quei professionisti e di quelle persone che hanno raccontato con abile cronismo, che hanno vissuto sulla propria pelle le vicende dei morti ammazzati dalle faide, che sono stati testimoni e narratori dei sacrifici degli uomini della Giustizia, dei magistrati ed anche delle persone perbene che nulla hanno a che vedere con Gomorra, pur subendo da un ventennio le angherie della criminalità organizzata. Tutti a Casale hanno applaudito Saviano quando nel 2006 diede una mano in campagna elettorale ad un morente della politica, Fausto Bertinoti. Dopo quella parata di politici della sinistra di Prodi, il quale non ha messo in galera nessun mafioso d'eccellenza, e dopo quella sceneggiata degna del rispettabile e defunto Mario Merola, Saviano non è tornato più a Casale; non vi ha aperto nemmeno un conto corrente per gratitudine, lasciando alle persone oneste del posto le parole infamanti della sua biro da sceneggiatore ed anche da copione, quelle parole che fanno male soprattutto a chi subisce quotidianamente vessazioni e non gode, anche denunciando, della "dovuta" copertura dello Stato; la stessa che non fu garantita a Giancarlo Siani: giovane collega morto ammazzato dalla camorra. E' vero che il Governo non deve strumentalizzare l'ennesimo colpo basso alla criminalità organizzata, anzi deve incentivare la Giustizia stanziando più fondi, ma siamo noi cittadini a riconoscergli il merito, tra una mignotta minorenne ed una società off-shore, di aver dato quella linea politica alla magistratura che è riuscita a collezionare una serie di successi mai vista fino a quando al Governo c'erano i sedicenti paladini della Giustizia: quelli delle parate di un un giorno e via, che hanno mortificato il territorio da loro sfruttato sempre e solo per i soliti scopi elettorali. Viva la legalità, viva le Forze dell'Ordine, viva la Magistratura e, permettetemelo, viva Roberto Maroni il leghista.


NAPOLI - L'arresto di Antonio Iovine dimostra la "grande professionalità" degli uomini e delle donne della squadra mobile di Napoli che "hanno inflitto un colpo durissimo ai clan". Lo afferma il segretario del Siulp, Felice Romano, rivolgendo un appello al governo affinche "mantenga gli impegni assunti circa il legittimo e irrinunciabile riconoscimento della specificità dei poliziotti". L'arresto di Iovine, dice ancora Romano, è stato possibile "malgrado i continui impegni che i colleghi napoletani hanno dovuto affrontare per l'emergenza rifiuti, frutto della incapacità della politica a trovare risposte concrete ai problemi reali di quel territorio, e grazie all'intuito investigativo e all'abnegazione degli uomini della Mobile di Napoli nonché alla loro capacità di utilizzare al meglio l'insostituibile strumento delle intercettazioni telefoniche ed ambientali". "Esprimo grande soddisfazione per l'arresto del super latitante Iovine, a cui nel 2007 scrissi una lettera all'indirizzo di casa. Chissà che nello stesso modo non sia possibile arrestare anche il boss Michele Zagaria". Così il consigliere regionale del Pd Corrado Gabriele commenta la cattura del "boss manager" dei Casalesi Antonio Iovine, latitante da 14 anni. "Lo hanno stanato - afferma Gabriele - laddove tre anni fa gli inviai una lettera in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico alla presenza di Bertinotti e Saviano. Allora avemmo il coraggio di sfidare due padrini come Iovine e Zagaria a raccontare il male che essi rappresentavano a centinaia di studenti". "Chissà - conclude il consigliere regionale del Pd - che prossimamente nello stesso modo non sia possibile arrestare anche Michele Zagaria a Casapesenna, dove nel 2007 gli indirizzammo la stessa lettera inviata a Iovine". Un altro grande colpo delle forze dell'ordine ha messo fine alla latitanza di un pericoloso esponente della malavita organizzata. Esprimo tutta la mia soddisfazione e ringraziamento, personale ed istituzionale alle forze dell'ordine e ai magistrati, per la brillante operazione che portato all'arresto di Antonio Iovine". E' quanto dichiara il presidente del Consiglio provinciale di Napoli, Luigi Rispoli, in merito all'arresto del latitante ricercato da anni. "Lo Stato ed il governo - ha proseguito Rispoli - ancora una volta fanno sentire la propria presenza, costante ed interrotta, manifestando il grande impegno nei confronti della giustizia e nel contrasto ai poteri criminali". "L'arresto di Antonio Iovine, capo dei casalesi e latitante da tempo, è uno straordinario successo ottenuto grazie al lavoro, all'impegno e al sacrificio delle forze di polizia e della magistratura, che hanno dedicato le proprie migliori energie al contrasto della camorra e del clan dei casalesi". Così la deputata del Pd, Pina Picierno. "Nell'unirci alla soddisfazione e alla gioia per questa notizia così importante - prosegue - non possiamo che ribadire la necessità per lo Stato di garantire tutti i mezzi e le risorse necessarie per la lotta alle mafie, che oggi non finisce di certo, ma deve anzi continuare con rinnovato impegno. Oggi è una grande giornata per tutti i cittadini per bene e per l'intero Paese". "L'arresto di Antonio Iovine è davvero un risultato importantissimo conseguito da magistratura e forze dell'ordine con anni di lavoro serio e impegnativo, a loro va tutta la nostra gratitudine e il sostegno e la vicinanza di tutti i campani onesti". Lo afferma l'europarlamentare e vice capodelegazione Pd Andrea Cozzolino. "Voglio ringraziare tra tutti il procuratore aggiunto Cafiero De Raho per l'impegno e l'alta professionalità con cui ha contribuito a questo arresto e alla lotta contro i clan camorristici condotta in questi anni, tra tante difficoltà, in Campania - ha aggiunto Cozzolino - ". "Ora - conclude Cozzolino - è fondamentale che la pressione dello Stato sulle organizzazioni criminali prosegua e si accompagni a interventi concreti per contrastare le economie mafiose e promuovere la crescita delle aree più colpite dalla presenza della criminalità organizzata". "Apprezzamento alle forze dell'ordine e alla magistratura per il lavoro svolto nel contrasto alla criminalità organizzata e per il duro colpo inferto a uno dei boss più pericolosi della camorra". E' stato espresso dalla senatrice del Pd Teresa Armato della Commissione Antimafia. "La cattura di Antonio Iovine è un risultato importantissimo, che attendevamo da anni. Ed è un arresto che segna una svolta nella lotta alla camorra. E' necessario ora concentrare tutte le energie possibili - conclude Armato - e proseguire su questa strada per scoprire nuovi legami e nuove connessioni con la criminalità organizzata". "La cattura di Iovine va salutata come un fatto importante: il lavoro degli inquirenti, la dedizione delle forze dell'ordine ottengono risultati notevoli e assicurano alla giustizia latitanti e boss". Lo afferma in una dichiarazione Walter Veltroni. "E' un fatto ancora più rilevante - aggiunge l'esponente del Pd - se si pensa alle condizioni in cui le forze dell'ordine lavorano visto che i tagli del governo colpiscono dotazioni in uomini e mezzi. L'impegno di tutti, delle istituzioni e della società civile, contro la criminalità organizzata va rafforzato e portato ovunque, al Sud come al Nord ovunque i poteri criminali dettino legge. Strumentalizzare i successi delle forze dell'ordine in chiave di polemica è sbagliato e offensivo: chiunque dovesse farlo - conclude Veltroni - si assumerebbe una grave responsabilità ".
 

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di Livio Varriale
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