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Il viaggio del Papa in Libano

Benedetto XVI a Beirut: “Prevalga la religione”

Obiettivo: confermare importanza formula multi confessionale

Benedetto XVI a Beirut: “Prevalga la religione”
14/09/2012, 16:06

BEIRUT –  E’ arrivato oggi a Beirut Papa Benedetto XVI, il suo viaggio in Libano terminerà la prossima domenica. E’ stato accolto all'aeroporto internazionale dal presidente della Repubblica, il cattolico maronita Michel Suleiman.

Il viaggio del Papa apostolico inizia in un momento cruciale per la regione, a causa della guerra in Siria e dell'attacco al consolato americano a Bengasi, in Libia.

Lo scopo del viaggio di Benedetto XVI in Libano è quello di confermare l’importanza della formula multi confessionale. “La felice convivenza tutta libanese deve dimostrare a tutto il Medio Oriente e al resto del mondo che all'interno di una nazione possono esistere la collaborazione tra le varie Chiese, tutte parti nell'unica Chiesa cattolica, in uno spirito di comunione fraterna con gli altri cristiani e, al tempo stesso, la convivenza e il dialogo rispettoso tra i cristiani e i loro fratelli di altre religioni”, ha detto il Papa nel discorso in aeroporto davanti alle autorità religiose e civili del Paese dei Cedri.

Papa Ratzinger ha, inoltre, sottolineato come il famoso equilibrio libanese, che vuole continuare ad essere una realtà, può prolungarsi grazie alla buona volontà e all'impegno di tutti i libanesi. “Solo allora – ha sottolineato il Papa -  sarà un modello per gli abitanti di tutta la regione, e per il mondo intero. Non si tratta di un'opera solamente umana, ma di un dono di Dio che occorre domandare con insistenza, preservare a tutti i costi e consolidare con determinazione”.

Tra l’altro, con i cronisti che lo hanno accompagnato durante il volo, Bendetto XVI si è espresso contro il fondamentalismo: “E’ sempre una falsificazione delle religioni – ha spiegato – auspico che dal positivo grido di libertà della Primavera araba scaturisca un clima di tolleranza”.

In un primo momento, il Vaticano in seguito alla morte dell'ambasciatore degli Stati Uniti Chris Stevens, aveva sottolineato in un primo tempo la necessità di un maggiore dialogo interreligioso, ma ieri ha condannato con forza l'attacco, dicendo che nulla può giustificare atti di terrorismo o di violenza.

E a chi gli chiedeva se non avesse timori per la propria sicurezza riguardo il suo viaggio, il Papa ha risposto che mai nessuno gli ha consigliato di desistere.

Non sono mancate parole anche perla Primavera Araba: “Certo una cosa positiva - ha detto - che esprime desideri di democrazia, libertà e anche desideri dell'affermazione dell'identità araba ed esprime il grido di gran parte della gioventù culturalmente più formata». Ma «la storia delle rivoluzioni ci insegna che c'è sempre il pericolo che nasca l'odio, per questo dobbiamo fare tutto il possibile perché la libertà vada nella giusta direzione”. Duro, a questo proposito, l'attacco contro i mercanti di armi che fomentano il conflitto in Siria

Un messaggio al Papa per la sua visita in Libano, è stato inviato anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Il viaggio porterà un messaggio di pace e speranza – scrive il Capo dello Stato - in tutta la regione, quanto mai necessario in un periodo drammatico come l'attuale”. 

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di Rossella Marino
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