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Messaggio per assemblea Pontificio consiglio per la cultura

Benedetto XVI invita alle nuove forme di comunicazione


Benedetto XVI invita alle nuove forme di comunicazione
14/11/2010, 15:11

«Innalziamo a Dio la nostra preghiera per la libertà di annunciare nel mondo il messaggio evangelico». È ciò che oggi ha detto il papa Benedetto XVI, rivolto ad un folto gruppo di fedeli rappresentanti della Polonia, all'angelus di stamattina in Piazza San Pietro, mentre nel discorso ai partecipanti alla assemblea plenaria del Pontificio consiglio per la cultura ricevuti in Vaticano mette in evidenza le nuove fonti di comunicazione come i social network e internet, ancora tabù per molti cattolici: «Ascoltando le voci del mondo globalizzato, ci accorgiamo che è in atto una profonda trasformazione culturale, con nuovi linguaggi e nuove forme di comunicazione, che favoriscono anche nuovi e problematici modelli antropologici». Ribadita quindi l'apertura nei confronti dei nuovi strumenti di comunicazione: la Chiesa intende aprirsi al Web in modo sempre più radicale, sente di doverlo fare in virtù della propria vocazione all’evangelizzazione, ma intende inoltre muovere i propri passi con tutta la consapevolezza necessaria: «i Pastori e i fedeli avvertono con preoccupazione alcune difficoltà nella comunicazione del messaggio evangelico e nella trasmissione della fede, all’interno della stessa comunità ecclesiale. [...] tanti cristiani hanno bisogno che sia loro riannunciata in modo persuasivo la Parola di Dio, così da poter sperimentare concretamente la forza del Vangelo” . I problemi sembrano talora aumentare quando la Chiesa si rivolge agli uomini e alle donne lontani o indifferenti ad una esperienza di fede, ai quali il messaggio evangelico giunge in maniera poco efficace e coinvolgente. In un mondo che fa della comunicazione la strategia vincente, la Chiesa, depositaria della missione di comunicare a tutte le genti il Vangelo di salvezza, non rimane indifferente ed estranea; cerca, al contrario, di avvalersi con rinnovato impegno creativo, ma anche con senso critico e attento discernimento, dei nuovi linguaggi e delle nuove modalità comunicative». In questa dificoltà è celato uno dei problemi fondamentali dell'evangelizzazione: «L’incapacità del linguaggio di comunicare il senso profondo e la bellezza dell’esperienza di fede può contribuire all’indifferenza di tanti, soprattutto giovani; può diventare motivo di allontanamento[...], rilevando che una presentazione inadeguata del messaggio nasconde più che manifestare il genuino volto di Dio e della religione». Il Santo Padre quindi ha parlato di una necessità di “sincronizzazione” con il mondo dei giovani: oggi i codici linguistici sono cambiati e sono sempre in continua evoluzione, e se non c'è modo di comunicare, la comunicazione tra le parti non è solo inefficace, ma di per sé diventa dannosa poichè implica un errato passaggio dei messaggi, dei concetti e dell’immagine della Chiesa stessa. Regola numero uno la consapevolezza dello strumento di comunicazione, e non vedere la comunicazione sul web come una cosa negativa: «Oggi non pochi giovani, storditi dalle infinite possibilità offerte dalle reti informatiche o da altre tecnologie, stabiliscono forme di comunicazione che non contribuiscono alla crescita in umanità, ma rischiano anzi di aumentare il senso di solitudine e di spaesamento. Dinanzi a tali fenomeni, ho parlato più volte di emergenza educativa, una sfida a cui si può e si deve rispondere con intelligenza creativa, impegnandosi a promuovere una comunicazione umanizzante, che stimoli il senso critico e la capacità di valutazione e di discernimento». L'annuncio del Vangelo attraverso le nuove forme di comunicazione deve essere al passo con i tempi, anche attraverso il linguaggio, altra forma di comunicazione, e non rischiare come molte volte accade, cadere in un linguaggio arcaico che risulta inefficace, difficile da capire e soprattutto il messaggio rimane inascoltato.

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di Fabio Iacolare
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