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Alla messa ha partecipato anche il premier, Bindi e Chiti

Benedetto XVI: "Siano tutelate le fasce deboli"


Benedetto XVI: 'Siano tutelate le fasce deboli'
13/05/2012, 18:05

AREZZO - Per il suo 27mo viaggio in Italia, Benedetto XVI ha scelto Arezzo,  dove è stato accolto dal premier Mario Monti. Nella preghiera del Regina Coeli recitata al termine della messa nel Parco il Prato di Arezzo, Benedetto XVI ha esortato l’Italia ha reagire "alla tentazione dello scoraggiamento" e forte della "tradizione umanistica" riprenda "con decisione la via del rinnovamento spirituale ed etico, che sola può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile". "Ciascuno" "può e deve dare il proprio contributo".

Il Papa ha chiesto un rinnovato impegno per contrastare "la cultura dell'effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale".
E a chiesto , nell'affrontare questa crisi materiale e spirituale, di non cedere a una "mentalità materialista", ma recuperare l'educazione ai valori.
 "Questa terra, dove nacquero grandi personalità del Rinascimento, da Petrarca a Vasari, - ha ricordato - ha avuto parte attiva nell'affermazione di quella concezione dell'uomo che ha inciso sulla storia d'Europa, facendo forza sui valori cristiani. In tempi anche recenti, appartiene al patrimonio ideale della città quanto alcuni tra i suoi figli migliori, nella ricerca universitaria e nelle sedi istituzionali, hanno saputo elaborare sul concetto stesso di civitas, declinando l'ideale cristiano dell'età comunale nelle categorie del nostro tempo".
Anche se "fortemente provati dalla crisi economica", continuiamo a tutelare le "fasce più deboli", individuiamo "soluzioni più rapide e efficaci" soprattutto per i giovani, i più colpiti. Si esce dalla crisi condividendo le "risorse" e cambiando gli "stili di vita".

AGGIORNAMENTO ORE 18:25


Alla messa hanno partecipato anche il presidente del Consiglio Mario Monti e la moglie, la vicepresidente della Camera Rosy Bindi, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani e il presidente della Provincia Roberto Vasai.
"Due gli aspetti della celebrazione che mi hanno colpito fortemente: la grande presenza di cittadini e il fatto che fosse accompagnata da una partecipazione attenta e coinvolta - ha detto Vannino Chiti -. Il Papa ha dedicato buona parte del suo discorso alle origini della città di Arezzo e al contributo che essa ha dato alla vita della regione e della Chiesa, ma lo ha legato fortemente a quello che la Toscana è stata nel passato, le sue radici che affondano in un umanesimo caro a Benedetto XVI". Parole di stima verso il Pontefice sono arrivate anche da Rosy Bindi: "Un'omelia ricca di significati religiosi, ma anche civili. Come sempre la Chiesa dà un messaggio religioso e di fede, mai di parte, carico di cultura, di riferimenti per la dignità della persona e carico di indicazioni per quelli che devono essere impegni per la carità civile e politica come è tale nel rispetto dell'autonomia e delle distinte missioni della Chiesa e della comunità politica".
Dopo aver concluso la messa, il Pontefice ha visitato il Duomo e reso omaggio all'immagine della Madonna del Conforto e all'Arca di San Donato. Poi in episcopio è stato accolto dai vescovi toscani ed è stato organizzato un pranzo a chilometro zero, a cura della Coldiretti della regione. Di qui le strade del Papa e del premier si sono divise. Benedetto XVI doveva recarsi in al santuario della Verna, dove ricevette le stigmate San Francesco d'Assisi, ma a causa del maltempo e della nebbia il viaggio del Pontefice si è concluso in quella che doveva essere la terza ed ultima tappa della giornata, a Sansepolcro. Il premier Mario Monti si è invece recato nella cittadina di Rondine, vicino Arezzo, dove ha incontrato i giovani provenienti da diverse aree di conflitto in tutto il mondo, fermandosi a pranzo e dialogando con loro, in compagnia dei membri della comunità fondata e presieduta dal professor Franco Vaccari. "Il Paese è segnato da una profonda tensione sociale - ha detto Monti -, da una crisi che rischia di diventare non solo economica, ma anche culturale e di valori. E' inevitabile che cresca il disagio sociale, che la precarietà alimenti un senso di malessere, che ci siano segni gravi di incrinatura della coesione sociale. L'Italia ha il dovere, però, di contribuire come fondatore dell'Unione europea, deve rimediare ai passi indietro e fare nuovi passi in avanti".
Durante la visita del Pontefice ad Arezzo, alcune decine di persone hanno organizzato un sit in di protesta contro i costi, giudicati troppo alti, della visita di Benedetto XVI. La manifestazione si è svolta in piazza Zucchi, a circa 2 chilometri dal Parco del Prato. I manifestanti hanno contestato un costo della visita che si aggirerebbe, secondo le loro stime, intorno a 500 mila euro. Il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani ha precisato che il Comune ha speso "solo 90 mila euro in servizi. Pensiamo che siano soldi ben spesi perché la visita del Papa ha, grazie anche alle trasmissioni televisive in mondovisione, catapultato la nostra città ovunque". A un cronista che sottolineava come il numero dei fedeli presenti alla messa papale sarebbe stato inferiore a quello preventivato di 30 mila, il sindaco ha risposto con una battuta: "Forse sarà stato il tempaccio, ma non credo che siano stati meno di 30 mila. Del resto, il Parco del Prato è grande e le persone spariscono tra gli alberi".

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di Rosario Scavetta ed Emanuele De Lucia
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