Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Su carceri affollate: i detenuti non scontino "doppia pena"

Benedetto XVI visita il carcere di Rebibbia


Benedetto XVI visita il carcere di Rebibbia
18/12/2011, 10:12

ROMA  – Accolto dal ministro della Giustizia Paola Severino e da un lungo applauso dei detenuti, è arrivato, stamane  a Rebibbia,  Benedetto XVI .  Il Pontefice  è entrato nella cappella del carcere salutando i detenuti lungo il percorso, molti gli hanno baciato l'anello. Una seconda ovazione si è alzata non appena il papa si è seduto.
Nell’annuale appuntamento, che si svolge prima del Natale, il Papa,  durante il discorso ha detto: ''Dovunque c'è un affamato, uno straniero, un ammalato, un carcerato, lì c'è Cristo stesso che attende la nostra visita e il nostro aiuto''. ''E' questa la ragione principale che mi rende felice - ha aggiunto il Papa - di essere qui, per pregare, dialogare ed ascoltare. La Chiesa ha sempre annoverato, tra le opere di misericordia corporale, la visita ai carcerati''.
Il Pontefice, durante il suo discorso, ha anche  affrontato il tema del sovraffollamento delle carceri è ha detto  che è  importante che le istituzioni promuovano un'attenta analisi della situazione carceraria oggi, verifichino le strutture, i mezzi, il personale, in modo che i detenuti non scontino mai una "doppia pena". Secondo il Pontefice  è importante promuovere uno sviluppo del sistema carcerario, che, pur nel rispetto della giustizia, sia sempre più adeguato alle esigenze della persona umana, con il ricorso anche alle pene non detentive o a modalità diverse di detenzione.
Il Ministro Severino ha ringraziato il  Papa per la sua visita: "non posso nascondere di essere profondamente commossa nel rivolgerle il mio più sentito benvenuto in questo luogo di profonda sofferenza. La Sua visita pastorale di oggi, a pochi giorni dal Santo Natale, costituisce per noi tutti motivo di rinnovata riflessione sulla situazione carceraria e sulle condizioni di vita delle persone che si trovano ristrette negli Istituti penitenziari".

Commenta Stampa
di Rosario Scavetta
Riproduzione riservata ©