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La cittadinanza onoraria ha creato furiose polemiche

Beppino Englaro diventa fiorentino: il Pd si spacca, la Chiesa attacca


Beppino Englaro diventa fiorentino: il Pd si spacca, la Chiesa attacca
10/03/2009, 17:03

Beppino Englaro acquista diventa cittadino onorario di Firenze, dopo una seduta al consiglio comunale che più che una consulta è sembrata una battaglia. Una scelta che non poteva non sollevare polemiche, sia tra i diversi schieramenti politici, sia tra il Comune e la Chiesa. E così infatti è stato.

Sono passati tre mesi dalla morte di Eluana Englaro, il cui caso ha diviso il Paese. La proposta di assegnare la cittadinanza onoraria a papà Beppino è arrivata dal consigliere socialista Alessandro Falciani, che lo ritiene “simbolo di eccellente insegnamento di grande integrità morale, di coraggio umano e civile, in difesa della legalità, della laicità dello Stato, dell’umanità, della civiltà”.

Le successive votazioni segnano la scissione della maggioranza in addirittura tre parti. Il Pd locale si divide in cinque contrari, nove favorevoli e tra astenuti. L’atto alla fine passa, con 22 voti a favore (compresi quelli delle sinistre e dei Verdi), 16 contrari (tra i quali il Pdl e Udc) e i tre astenuti del Pd. Una frattura che il sindaco aveva già previsto, con un appello che però è rimasto inascoltato.

La delibera si è posata come un macigno sul Consiglio comunale, e inevitabilmente il polverone che si è alzato ha raggiunto le alte sfere della Chiesa. L’arcivescovo Giuseppe Betori è furioso. Definisce la decisione “un atto nefasto, offensivo e distruttivo”. E i suoi discorsi vanno ben oltre la morale cattolica, entrano nella strategia politica. L’arcivescovo parla di “un triste dibattito” che ha voluto “imporre alla città una scelta che serviva soltanto a segnare i confini di una parte politica e a spostarli in direzione di un più accentuato laicismo, rispetto a quanto gli stessi cittadini avevano voluto esprimere nelle recenti elezioni primarie di quello stesso settore politico”.

Una ‘invasione di competenze’ sottolineata bene da Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo del Pd a Palazzo Vecchio. “Prendiamo atto con sorpresa di queste dichiarazioni, - ha detto, - le sfere di competenza della Chiesa sono diverse da quelle degli organismi amministrativi e politici e non è mai opportuno oltrepassare i reciproci limiti”.

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di Nico Falco
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