Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Ieri l'appello ai vertici dello Stato: "Venite a vederla"

Beppino Englaro: “La Chiesa non imponga i suoi valori”


Beppino Englaro: “La Chiesa non imponga i suoi valori”
08/02/2009, 18:02


“La Chiesa non ha nulla a che vedere con questa questione. Non mi può imporre i suoi valori”. Sono le parole di Beppino Englaro, che dopo il silenzio degli ultimi giorni ha deciso di far sentire nuovamente la propria voce, proprio quando è ancora più evidente la snaturalizzazione della vicenda di Eluana Englaro,  diventata da tragedia personale a caso di stato. “Provo per la Chiesa un profondo rispetto e mi aspetto lo stesso, - ha detto Beppino Englaro in una intervista al quotidiano spagnolo El Pais, - spero che sappiano quello che dicono e fanno, ma non polemizzo con loro. La Chiesa non ha nulla a che vedere con questa storia. Non mi può imporre i suoi valori. Il magistero della Chiesa è morale; lo Stato è laico. Quello che dice la Chiesa deve riguardare i cattolici, non chi non segue questa religione". "Spero che la storia di Eluana serva perchè la gente capisca che la medicina deve pensarci mille volte prima di creare situazioni che non esistono in natura, è una pazzia - ha concluso Englaro - La condanna a vivere senza limiti è peggio della condanna a morte. In famiglia abbiamo espresso la nostra posizione mille volte. Siamo tre purosangue della libertà. Non abbiamo bisogno di ascoltare litanie. Nè culturali, nè religiose, nè politiche".

Intanto, dal mondo scientifico, arriva ancora un invito alla cautela sulle ipotesi relative alle condizioni di Eluana Englaro: è impossibile prevedere quanti giorni potranno nascondere dal momento della sospensione della idratazione e nutrizione al momento della morte. “Avviene un progressivo decadimento delle funzioni generali, già duramente provate in persone debilitate”, osserva il direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale San Filippo Neri di Roma, Quirino Piacevoli. Progressivamente, prosegue, - l’organismo va in uno stato di acidosi metabolica'', ossia nel sangue aumenta il livello di acidi. ''Vale a dire - spiega Piacevoli - che l'organismo si trova costretto a lavorare nel modo più anti-economico e anti-fisiologico''. Le prime conseguenze si avvertono al livello delle cellule: ''avviene - prosegue - il rapido esaurimento delle energie di riserva, se ancora ce ne sono. Contemporaneamente si accumulano sostanze tossiche, che rendono alla cellula sempre più faticoso produrre energia. In breve tempo questo porta alla perdita di funzionalità di tutti gli organi''.

Sulla questione della intromissione dello Stato e della Chiesa in una vicenda personale, è intervenuto anche il senatore a vita Giulio Andreotti. “Mi sembra un problema in un certo senso privato, non comporta una decisione pubblica. Ma questi sono modi di vedere opinabili”, ha commentato Andreotti, parlando ai microfoni di Sky Tg24. Sulle critiche delle associazioni cattoliche nei confronti della posizione del Colle, il senatore afferma che “è meglio riflettre un po’ e non unirsi troppo ai cori”. Sulla diatriba tra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi, Andreotti invece sostiene che “forse tra qualche giorno nessuno se ne ricorderà più”.


Beppino Englaro, ieri, aveva invitato Berlusconi e Napolitano a fare visita a sua figlia, per conoscere il problema personalmente e per non continuare a parlare prima di vedere le reali condizioni della ragazza. Su Eluana, aveva affermato Beppino, “si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento”. L’appello del padre è stato deciso nella speranza di fermare le notizie distorte e l’inevitabile polverone mediatico che si è sollevato intorno alla vicenda della figlia. “Ci sembra, - hanno detto i familiari, - che parlano di una situazione molto lontana dal vero”. “Piuttosto preferisco bloccare tutto quello che sto facendo - ha sempre ripetuto il padre - è una questione di dignità e di rispetto». Per salvare Eluana intanto un centinaio di aderenti a diverse sigle cattoliche di Udine e della Provincia si sono riuniti di fronte alla casa di riposo. I manifestanti hanno depositato alcune bottiglie d’acqua sui marciapiedi della struttura assistenziale.
Dalla casa di riposo ‘la Quiete’, intanto, al terzo giorno di sospensione della nutrizione artificiale che la porterà alla morte, si assicura che tutte le procedure “sono state seguite nella più assoluta regolarità e correttezza”. Indiscrezioni però vogliono che i Nas abbiano rilevato alcune “anomalie amministrative”, e che sia stato evidenziato che la clinica sia in realtà una casa di cura e quindi non abilitata per questo tipo di procedure. Di risposta, la famiglia Englaro ha fatto sapere che “non ci sono i presupposti penali per il blocco della procedura” che prevede la sospensione dell’idratazione e della nutrizione. A quanto si apprende, la condizioni medico-sanitarie della donna risultano «stazionarie»: le vengono somministrati sedativi che hanno calmato gli attacchi di tosse, frequenti nei giorni scorsi.
L’avvocato Franca Alessio, curatrice di Eluana Englaro, ha definito “ridicolo e incostituzionale” il decreto, poi divenuto disegno di legge, teso a impedire la sospensione dell’alimentazione forzata per la donna in stato vegetativo da 17 anni. “Hanno avuto oltre dieci anni di tempo per legiferare, - ha detto il legale, - anche e soprattutto dopo che, nel 2007, la Cassazione aveva stabilità la possibilità della sospensione dell’alimentazione del soggetto”. ''Non hanno fatto nulla e ora vorrebbero varare un provvedimento che impedisce l'attuazione di una sentenza dei giudici'', ha aggiunto Franca Alessio. L'avvocato ha poi detto che il padre di Eluana, Beppino, conferma di aver inviato una lettera nel 2004 al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e ad altre cariche. ''Tanto che da altre cariche ebbe risposte'', ha concluso. 

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©