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Da dove i soldi per installare tali cartelli in città?

Bergamo: giallo per la comparsa di cartelli in dialetto


Bergamo: giallo per la comparsa di cartelli in dialetto
17/06/2011, 16:06

È un vero e proprio giallo, con annessa polemica, quello che si sta verificando attorno al ritorno dei cartelli in dialetto che accolgono chi arriva a Bergamo. Messi undici anni fa dalla Giunta di centrodestra, tolti sei anni fa da quella di centrosinistra e rimessi in questi giorni dall’assessore ai Lavori pubblici, Alessio Saltarelli della Giunta Pdl-Lega, gli stessi cartelli a ingresso città riportano la scritta “Bèrghem”.
L’assessore ha tenuto a specificare che il denaro per i trenta cartelli (dei quali ne sono finora stati installati dieci) non è uscito dalle casse comunali, ma da quelle di un misterioso benefattore, “vicino alla Lega”, rifiutandosi di scendere ulteriormente nei dettagli. Il fatto che poi l’acquisizione dei cartelli da parte del Comune e la decisione di installarli siano state fatte senza alcun tipo di atto ufficiale del Comune sta facendo nascere numerose polemiche.
Polemiche alle quali dà una risposta Alberto Ribolla, il gruppo della Lega Nord a Palazzo Frizzoni: “C’è un ordine del giorno, votato a maggioranza poco più di un anno fa, che dà il via libera all’installazione di quei cartelli”. L’anno scorso, ad aprile, secondo la ricostruzione di Ribolla, il Consiglio comunale avrebbe approvato un ordine del giorno “che invita l’amministrazione a promuovere una serie di iniziative per valorizzare la cultura e la lingua locale, tra cui segnaletica e toponomastica”.
Tale tesi però non convince i più. La più critica è Federconsumatori, che si chiede: “Si può amministrare una città in questa maniera?”. Il punto contro il quale Federconsumatori punta il dito è proprio la “scarsa trasparenza dell’operazione”.

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di AnFo
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