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La sentenza italiana in contrasto con norme internazionali

Berlino vince il ricorso, niente risarcimenti per le vittime italiane del nazismo


Berlino vince il ricorso, niente risarcimenti per le vittime italiane del nazismo
03/02/2012, 12:02

L'AJA (OLANDA) - La Germania, come Stato, non è tenuta a pagare per le vittime italiane dei soldati tedeschi durante il nazismo; anzi, il governo italiano deve impedire che in futuro ci siano altre sentenze di questo genere, che violano gli accordi internazionali. Questa la sentenza della Corte Internazionale dell'Aja, che ha accolto il ricorso presentato dal governo tedesco contro una sentenza della Corte di Cassazione italiana del 21 ottobre 2008. In quella sentenza viene riconosciuta la responsabilità della Germania come mandante dei 203 civili uccisi dai nazisti il 29 giugno 1944 tra San Pancrazio, Civitella e Cornia, in provincia di Arezzo. La sentenza, considerata storica perchè tirava in ballo la Germania, non ha riconosciuto l'immunità internazionale concessa allo Stato tedesco per i crimini commessi dal nazismo.
Anzi, la Corte ha concordato con la Germania sul fatto che l'Italia deve impedire che in futuro vengano emesse altre sentenze di questo genere o quanto meno a renderne nulli gli effetti. A questo punto dovrebbe cadere anche il sequestro di Villa Vigoni, sede di un centro culturale italo-tedesco, messo a garanzia di parte del risarcimento stabilito dalla sentenza.

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di Antonio Rispoli
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