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Una intercettazione che potrebbe inguaiare il premier

Berlusconi a Lavitola: "Non tornare in Italia"


Berlusconi a Lavitola: 'Non tornare in Italia'
08/09/2011, 16:09

MILANO - Colpo grosso del settimanale L'Espresso, che nel numero in uscita domani pubblica il resoconto delle telefonate tra Silvio Berlusconi e Valter Lavitola. Le telefonate si svolgono il 24 agosto scorso. Non c'è stato ancora nessun provvedimento contro Giampaolo Tarantini e compagnia (i mandati di arresto scattano il primo settembre) ma sono state rese note le anticipazioni sul numero del venerdì di Panorama, dove si parla di una inchiesta in corso, presso la Procura di Napoli, su Tarantini e Lavitola per estorsione in collegamento con la vicenda delle escort che il primo forniva al premier.
Lavitola è a Sofia, per conto di Finmeccanica, e chiama numerose volte; a rispondere, la segretaria del premier, Marinella Brambilla. Gli dice che Berlusconi è occupato, ma Lavitola insiste, è sempre più agitato e finalmente parla col premier. Dal contenuto delle telefonate, si capisce che lui è teso e preoccupato, non sa che cosa fare, ma Berlusconi gli detta la linea: il premier ha aiutato una famiglia in difficoltà, non ha fatto nulla di male. Dall'altra parte Lavitola capisce. Ma una cosa non gli è chiara, tanto che lo chiede a Berlusconi: "Che devo fare? Torno e chiarisco tutto?". Il Presidente del Consiglio replica: "Resta dove sei". E così il biglietto aereo per Roma, che il direttore dell'Avanti aveva in tasca viene trasformato in un biglietto per il Brasile, dove il caso Battisti ha fatto capire che non ci sarà estradizione o collaborazione con le autorità giudiziarie italiane.
Intanto - se sia un caso oppure no, questo lo si vedrà - Tarantini e la moglie dimostrano un insolito attivismo, tanto che - una volta arrestati - in quattro e quattr'otto dal carcere preparano un memoriale da far avere al giudice. Ma questo tempo - tra il 24 agosto con le anticipazioni di Panorama e il primo settembre con l'arresto di Tarantini e la moglie - non è escluso che sia servito anche a fare altro. Per esempio, a far sparire prove compromettenti. Chi lo sa?
Resta solo una domanda a cui sarebbe interessante dare una risposta. Lavitola, intervistato dal Giornale telefonicamente, dice: "Ho una famiglia da mantenere. Quando entrerò in cella come vivranno mia moglie e mio figlio?". Con chi ce l'aveva? Stava chiedendo aiuto a qualcuno? Magari a qualcuno che aveva già aiutato "una famiglia bisognosa e con figli"?

Aggiornamento ore 21.10 a cura di Maria Grazia Romano
Sulla telefonata tra Lavitola e il premier Berlusconi arrivano le prime dichiarazioni. Massimo D'Alema parlando con i giornalisti durante la festa di Pesaro, dichiara: "Ormai le vicende giudiziarie di Berlusconi sono incommentabili. Io ho scelto di occuparmi dei problemi del paese. Ci sono tanti motivi per cui se ne deve andare", continua, "non c'e' bisogno di parlarne. Il Paese soffre l'assenza di una guida politica, cresce la disoccupazione, l'economia e' ferma. Queste notizie ci fanno capire di che cosa si occupa il premier''.

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di Antonio Rispoli
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