Cronaca / Giudiziaria

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Gli inquirenti: l'obiettivo erano gli appalti a L'Aquila

"Berlusconi chiese a Finmeccanica di favorire Tarantini"


'Berlusconi chiese a Finmeccanica di favorire Tarantini'
18/09/2011, 18:09

ROMA – Il vero obiettivo di “Gianpi” era mettere le mani sugli appalti di Finmeccanica per la ricostruzione del post-terremoto a L’Aquila. E per farlo, aveva bisogno dell’appoggio dell’uomo più potente d’Italia, un infallibile biglietto da visita che avrebbe di certo influito notevolmente nell’aggiudicazione delle gare. Giampaolo Tarantini aveva problemi di soldi. Tante amicizie, molte spese eppure gli affari andavano male. Il coinvolgimento nell'inchiesta sulla sanità pugliese era all'avvio e gli appalti cominciavano a mancare. Per questo bisognava cercare un nuovo approdo. E tutto è riportato dagli investigatori della Guardia di Finanza, in una dettagliata informativa allegata all'atto di chiusura delle indagini firmato dalla Procura di Bari.
Il documento, colmo di intercettazioni, è per molta parte oggi stato riportato dai maggiori quotidiani italiani. Elemento nuovo per il livello di chiamata in causa è quello della volontà di Tarantini d'entrare in affari con Finmeccanica. Il colosso guidato da Pier Francesco Guarguaglini è anche un riferimento per conquistare commesse nel post terremoto dell'Aquila.
Il 3 febbraio 2009 il manager Enrico Intini dice a Tarantini di non aver ancora definito il valore degli accordi con Finmeccanica che erano stati promessi. Scrivono nell'informativa i militari: “A rassicurare Tarantini ci pensava Silvio Berlusconi alcuni giorni dopo, riferendo di aver parlato con Guarguaglini che gli aveva garantito che le trattative stavano proseguendo regolarmente: 'Niente ho parlato... come ti avevo detto che avrei fatto... lui mi ha detto sì, sì, non ci sono... sta andando avanti tutto, ho parlato personalmente con la persona.... tutto bene, la persona è tranquilla, e perciò andiamo avanti'”.
Gli uomini della Gdf sottolineano: “Le maggiori resistenze per l'affidamento a società del Gruppo Intini di opere di progettazione nel campo della sicurezza tecnologica provenivano dalla Selex Sistemi Integrati, amministrata da Marina Grossi, moglie di Pier Francesco Guarguaglini, socio di maggioranza della Sdl Proc, nonché diretto concorrente di Intini”. Sempre Tarantini rassicura il suo amico Intini testimoniandogli “l'aspro disappunto” di Berlusconi “verso il vertice di Finmeccanica” per il fatto che non aveva ancora concesso le promesse collaborazioni con le società del Gruppo Intini: “Quello disse: Guagliò... il rispetto delle istituzioni almeno”, racconta riportando una frase del presidente del Consiglio.
Nella relazione delle Fiamme gialle ci sono anche riportati i contenuti di una cena organizzata dallo stesso Tarantini il 29 aprile 2009, nella sua casa di Roma, col direttore centrale delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, e con Salvatore Metrangolo, presidente e amministratore delegato di due società del gruppo, che si è dimesso nei giorni scorsi. “Alla cena intervenivano anche Paolo Berlusconi e un suo amico”, scrivono gli investigatori. “Per intrattenere i suoi ospiti Tarantini reclutava Barbara Guerra, Fadoua Sebbar e Letizia Filippi, la cui disponibilità a concedere favori sessuali in cambio di utilità era stata ormai testata”. Seguono i colloqui intercettati in cui l'imprenditore si raccomanda con Barbara: E' una cosa importante, che mi serve a me, capito? Per lavoro..”, e quelli in cui le dà indicazioni su come vestirsi: Amò, però mettiti una minigonna inguinale... Vestiti proprio a mignotta!..”
Il giorno dopo Tarantini commenta con un'altra donna presente alla cena - Micaela Ottomano, segretaria particolare dell'allora sottosegretario allo Sviluppo economico Paolo Romani – “soffermandosi, tra le altre cose, sulla spesa che Gianpaolo aveva dovuto sostenere per recltare le due ragazze (la Guerra e la Sebbar) che avevano intrattenuto i due dirigenti di Finmeccanica”. La Ottomano dice: Certo che sono due puttanone, ma si vede... Ti è costato altri duemila?. Tarantini glissa: Nooo. Ottomano: Che sei generoso, chissà che gli hai dato....
 

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di Davide Gambardella
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