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E sul terremoto: tendopoli chiuse prima del freddo

Berlusconi: "Contro di me spazzatura, Italiani mi vogliono così"


Berlusconi: 'Contro di me spazzatura, Italiani mi vogliono così'
25/06/2009, 20:06

Gli Italiani mi vogliono così, perché dovrei cambiare? Questa la domanda che sembra essersi posto il premier Silvio Berlusconi che oggi, in conferenza stampa a Coppito, ha ribadito che non ha nessuna intenzione di cambiare, ribadendo che il proprio indice di gradimento è al 61%. Gli Italiani, ha detto il presidente del consiglio, “sentono che sono buono, generoso, sincero, leale, che mantengo le promesse”. Gli ultimi avvenimenti di cronaca, però, hanno creato una bufera intorno a Berlusconi e sicuramente sono in molti che non pensano a lui in questi termini. Prima l’affare Noemi, poi i festini a villa Certosa, adesso le ragazze che sarebbero state pagate dall’imprenditore Tarantini per partecipare alle feste nelle residenze del premier, sono tutti mattoni che si sono abbattuti, malgrado si tratti ancora di supposizioni o comunque ci siano indagini in corso, sull’immagine pubblica del Presidente, che ne è uscita quantomeno debilitata. Tutte situazioni che Berlusconi non ha però dimenticato, definendo “spazzatura e calunnie” le notizie relative all’inchiesta di Bari.
Questi attacchi, continua Berlusconi, portano “meno credibilità, meno elettori e meno pubblicità” a chi li conduce. “La verità esce sempre fuori, - dice, - le menzogne verranno sempre fuori”. Sulla possibilità di querelare, pare invece indeciso. “Io di solito non lo faccio, - afferma, - vedremo”.
Rispondendo sulla questione che tiene banco in questi giorni, ovvero le cene (e i dopocena) nelle sue residenze private, ribadisce le parole dei giorni scorsi: “qualche cena mia è stata sicuramente divertente, - dice, definendosi “un grande intrattenitore”, - abbiamo sbagliato l’ospite e l’ospite ha sbagliato a portare quell’altro ospite…”.
Dopo essersi dilungato sugli ‘affari privati’, Berlusconi parla ovviamente anche della situazione nelle terre maggiormente colpite dal sisma, sbilanciandosi su previsioni quantomeno azzardate per quanto riguarda la ricostruzione. “A settembre, - promette, - chiuderemo le tendopoli; daremo l’indirizzo degli appartamenti e il giorno di ingresso ai terremotati che avranno le nuove case. Agli altri daremo sistemazione in albergo e comunque le tendopoli saranno chiuse prima del freddo”. “Nessun aquilano, - aveva detto in precedenza, - deve avere paura. Il Governo si è impegnato a rispondere e non ci saranno dei no. Le seconde case saranno ricostruire dallo Stato al cento per cento”.

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di Nico Falco
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