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Berlusconi e i milioni che dovrà per forza pagare


Berlusconi e i milioni che dovrà per forza pagare
07/07/2011, 11:07

Sono alcune settimane che, ogni volta che Berlusconi parla, dice di essere sotto un attacco patrimoniale, per via della sentenza di appello - che dovrebbe arrivare sabato 9 luglio - del processo civile per il risarcimento sulla Mondadori. E' stato anche tentato di inserire nella manovra finanziaria una norma per bloccare il pagamento della somma (in primo grado era stata di 750 milioni; in secondo grado i periti hanno parlato di 500 milioni), ma la sollevazione popolare che c'è stata, anche all'interno del Pdl, ha bloccato l'iniziativa, almeno per ora. E così Berlusconi ha detto che la norma non era per lui, era per tutte le aziende colpite da sentenze così elevate, e che "responsabilmente" aveva deciso di ritirarla, tanto era sicuro di vincere in appello.
Il punto è che non può vincere, nel senso che intende lui. Vediamo perchè.
Questo risarcimento non nasce da una iniziativa estemporanea della Cir di De Benedetti, ma nasce da una sentenza penale, quella sul processo - celebrato in primo e secondo grado a Milano - sulla corruzione dei giudici che negli anni '90 assegnarono Mondadori al premier e per cui è stato condannato, tra gli altri, Cesare Previti. I fatti risalgono alla fine degli anni '80 e inizio degli anni '90. De Benedetti e Berlusconi miravano entrambi a mettere le mani sul gruppo editoriale, ma il primo aveva nero su bianco la garanzia del passaggio alla morte del proprietario. Allora il secondo contattò gli eredi, per cercare di aggirare il problema. Per questo si decise di risolvere la questione con un "lodo", cioè un arbitrato; che assegnò la Mondadori a De Benedetti. Berlusconi fece ricorso al Tribunale Civile e qui ci fu la sentenza a suo favore, che però - secondo quanto stabilito dalla sentenza penale passata in giudicato - fu ottenuta perchè Previti pagò i giudici con i soldi della Fininvest e nell'interesse di Berlusconi (che nel processo è stato prescritto, in quanto riconosciuto colpevole non di corruzione giudiziaria ma di corruzione semplice, perchè il giudice era già corrotto di suo). Ma allora Andreotti, vedendo una concentrazione eccessiva di potere mediatico nelle mani del binomio Craxi-Berlusconi, impose all'attuale premier di vendere a De Benedetti almeno i giornali. E la somma concordata fu di 330 miliardi di lire, in cambio di Repubblica, L'Espresso e poco altro.
Secondo la sentenza penale, il risarcimento va deciso con sentenza civile (appunto quella che sta per scattare a giorni in appello) tenendo presente due dati: il danno creato e il mancato guadagno che avrebbe avuto De Benedetti se avesse mantenuto la proprietà di Mondadori. Quindi, come minimo deve essere risarcito di 330 miliardi di lire (cioè 115 milioni) con la rivalutazione di una ventina di anni. Ma questo è proprio il minimissimo, perchè chiaramente il danno non è solo questo, nel non avere quel gruppo. Inoltre quanti miliardi incassa ogni anno la Mondadori, che è la casa editrice numero 1 in Italia? E va moltiplicato per i tanti anni già passati, più per qualche anno in futuro. Non sono certo noccioline.
Quindi, anche andando a spanne, ci si rende conto che già la previsione di 500 milioni è un trattamento di favore per il premier. Coloro che poi dicono che questo rischia di far morire la Mondadori mentono sapendo di mentire. Innanzitutto perchè si sa che se il premier ha interesse a mantenerla attiva, ha i soldi per ripianare le perdite. E soprattutto perchè se avesse agito legalmente, Berlusconi la Mondadori non l'avrebbe mai vista neanche col cannocchiale.

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di Antonio Rispoli
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