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Istituzioni portate allo sfacelo dal premier

Berlusconi e il braccio di ferro con i Pm di Napoli


Berlusconi e il braccio di ferro con i Pm di Napoli
13/09/2011, 16:09

In questa vicenda dei Pubblici Ministeri di Napoli che vogliono sentire Silvio Berlusconi in qualità di parte offesa, il premier sta superando ogni limite di decenza. Purtroppo, dal punto di vista della legge, le cose sono chiare.
Innanzitutto, se i Pm vogliono sentire una persona come testimone, questa persona, chiunque sia, non può opporsi. Neanche il Presidente della Repubblica, che ha persino più tutele del Presidente del Consiglio, può rifiutarsi. Al massimo, come hanno fatto i Pm col premier, può chiedere di testimoniare al Quirinale e concordare la data e l'ora. Privilegio che era stato concesso anche a Berlusconi, il quale, dopo aver concordato la data di oggi, immediatamente ha cominciato a tempestare di telefonate i vertici europei per avere la scusa per non stare qui. Un grave sgarbo ai magistrati ed una offesa a tutti i cittadini che l'hanno votato per governare e non per fare figuracce. Come si può giudicare la vicenda del Presidente del Parlamento che dice: "A Berlusconi dedicherò solo due minuti per mera cortesia istituzionale"? Praticamente gli sta facendo l'elemosina, giusto perchè a livello diplomatico i no sono sconosciuti. Una umiliazione per il premier (e figurati se se ne accorgerebbe mai) ma soprattutto per i cittadini italiani.
Ed ora la seconda fase: i Pm chiedono al premier di stabilire una data ed un orario: tra giovedì e domenica, qualsiasi ora della giornata va bene, hanno detto. E gi in questo, gli hanno fatto un altro favore, perchè non erano tenuti a farlo. Infatti, se il signor Mario Rossi viene convocato per testimoniare e non si presenta senza offrire una motivazione (che non può essere organizzata da lui) per la volta successiva non riceve alcun avviso. Si ritrova direttamente i Carabinieri alla porta che se lo portano in Procura.
E qual è la risposta del Pdl? La solita campagna di intimidazione e deleggittimazione che spetta a tutti i magistrati che osano: ispezioni ministeriali contro il Procuratore Capo, il Giornale che parla di "minacce" dei magistrati contro Berlusconi e via elencando. In realtà, se non c'è nulla di strano, perchè il premier non va? "Ha mandato un memoriale", rispondono i pidiellini. Ma se nel memoriale sono state scritte delle cose false, i Pm a chi chiedono approfondimenti? Al memoriale? Non risponde. Quindi deve andare il premier a rispondere. "Non c'è stata alcuna estorsione", ha detto Berlusconi. Beh, non è lui a decidere se esiste o no un reato. Anzi, il reato di estorsione è proprio uno di quei reati dove è importante sentire la parte offesa per capire quanto è nelle reti del ricattatore. Infatti, di solito il ricattato nega sempre che ci sia un ricatto. Anche perchè, di solito, se c'è un ricatto, significa che c'è qualcosa da tenere nascosto. E questo "qualcosa" non di rado è un reato. Nel caso di Berlusconi, non ci dovrebbe essere un reato, quanto la volontà di tenere nascoste alla stampa alcune intercettazioni telefoniche che riguardano Giampaolo Tarantini. E allora perchè fugge dai magistrati?
In realtà i motivi sono due. Sul primo ci sta ricamando da qualche giorno (con risultati molto esilaranti, a dire la verità) in particolare Marco Travaglio. E il concetto è semplice: visto che Berlusconi non è credibile e racconta sempre bugie, il rischio è che commetta il reato di falsa testimonianza. Perchè non si può mentire, quando si risponde ai Pm, si rischia una pena che va dai 2 ai 6 anni di reclusione. E i due precedenti che ci sono in cui Berlusconi ha parlato ai Pm, non sono incoraggianti: lo fece nell'ambito del processo per le tangenti alla Guardia di Finanza e si andò al processo; fu chiamato come testimone nel processo che riguardava Marcello Dell'Utri, dalla difesa dello stesso imputato, e per poco non è stato processato per falsa testimonianza. In più c'è da ricordare che l'unica condanna del premier, per quanto indultata, è stata proprio per falsa testimonianza, per aver detto al giudice, in un processo civile dove era stato chiamato a testimoniare, che lui non aveva mai fatto parte della P2. Insomma, il rischio è che entri testimone ed esca imputato.
Il secondo è un problema psicologico. Berlusconi, quando in passato ha detto che i magistrati sono una sottorazza, mentalmente disturbati, ecc. non l'ha detto solo per insultarli. Lui lo pensa davvero. Ritiene che siano persone che non abbiano nessun diritto di giudicarlo, perchè sono inferiori a lui. E quindi non accetta che i magistrati osino interrogarlo o processarlo. Non importa che lui sia solo testimone: non accetta che gli facciano domande.
E invece questa volta dovrà starci; altrimenti il rischio di una richiesta di accompagnamento coatto è qualcosa di concreto. La richiesta, che deve essere inviata alla Camera dei Deputati, verrà naturalemte respinta, perchè in Parlamento, se c'è una cosa che accomuna tutti i partiti (Idv a parte) è proprio la volontà di mettere i bastoni tra le ruote alla magistratura.

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di Antonio Rispoli
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