Cronaca / Giudiziaria

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Berlusconi e la Fininvest ancora all'attacco della magistratura


Berlusconi e la Fininvest ancora all'attacco della magistratura
04/10/2011, 16:10

Iniziativa oggi della Finivest, che ha presentato un esposto al Ministro della Giustizia contro i giudici della Corte d'Appello di MIlano, "rei", secondo i legali, di aver "manipolato" una sentenza della Corte di Cassazione per farle dire il contrario di quello che in realtà dice e giustificare così il pagamento della somma.
Ora, lasciamo stare il tecnicismo: bisogna confrontare la sentenza della Corte di Cassazione in questione, con quella sul lodo Mondadori, e verificare se è vero, una cosa che poi è basata sull'interpretazione della legge e si sa, ognuno può interpretarla a modo suo.
Il punto di base è un altro: è giusto o no il pagamento di un risarcimento danni a favore della Cir? La Fininvest dice di no e spiega: la Cir non ha mai fatto una azione di revocazione (termine tecnico con cui si chiede, motivando, alla Corte di Cassazione di annullare una sentenza passata in giudicato) e quindi la sentenza del 1991 che assegnava la Mondadori alla Fininvest e a SIlvio Berlusconi rimane valida. E si tratta di una singolare prospettiva. Nei processi, se io rubo, non c'è bisogno di una procedura del genere, perchè io debba risarcire il derubato. Alla base di questa vicenda c'è un furto: quello che SIlvio Berlusconi, con la complicità di Cesare Previti, ha organizzato corrompendo il giudice Vittorio Metta. E c'è una sentenza di Cassazione penale che lo dice. La sentenza non parla di annullare la decisione del 1991, ma semplicemente di risarcire Carlo De Benedetti per il danno subito nel 1991 e il mancato guadagno di questi 20 anni. Punto, il discorso quindi è chiuso.
Addirittura si può far notare che se la sentenza è sbagliata, lo è a favore della Fininvest, come ho spiegato
in questo articolo. In realtà, un giusto risarcimento lo abbiamo se parliamo di cifre dal miliardo di euro in su. Oppure 560 milioni, ma con in più la restituzione della Mondadori. Perchè sia ben chiara una cosa: se è vero che ci deve essere una azione di revocazione per annullare la sentenza del 1991, poi la signora Marina Berlusconi deve solo fare le valigie e andarsene altrove, in quanto la Mondadori spetta a De Benedetti. E gli spettano anche i 330 miliardi di lire del 1991 (rivalutati per questi ultimi 20 anni) che dette a Berlusconi per riavere L'Espresso e Repubblica - dietro pressione di Andreotti, che non voleva che un socio di Craxi avesse quel dominio mediatico, dato che all'epoca Berlusconi aveva già le tre reti televisive che oggi formano Mediaset e Il Giornale - nonchè i danni per non aver potuto gestire l'azienda per così tanto tempo... Insomma, uno sproposito. Ma uno sproposito era anche il valore della Mondadori nel 1991.
E allora, se è irragionevole tale comportamento, perchè fare questo esposto? Beh, è noto che la partita per SIlvio Berlusconi si gioca soprattutto sul piano mediatico: se viene annullata la sentenza, lui ci risparmia 560 milioni di euro; se non viene annullata, può mettersi a gridare per l'ennesima volta alla congiura dei giudici comunisti, le toghe rosse, il golpe per via giudiziaria e tutte le centinaia di balle con cui ci ha sfinito in questi 17 anni. La realtà è molto più semplice: abbiamo un furto avvenuto nel 1991 con la corruzione di un giudice ed ora è venuto il momento che Berlusconi risarcisca per ciò che ha indebitamente preso. E' così complicato?

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di Antonio Rispoli
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