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Il Premier:"Faremo il ponte sullo stretto"

Berlusconi: "Farò la guerra a chi vuol rompere il Pdl"


Berlusconi: 'Farò la guerra a chi vuol rompere il Pdl'
23/06/2010, 17:06

ROMA - "Mio caro il nostro non è un partito. E' un grande movimento di popolo in cui siamo tutti orgogliosi di riconoscerci, e io per primo. Il Popolo della Libertà invece è un movimento che si rivolge a tutti. Siamo diversi dai vecchi partiti dominati dalla nomenklatura. In primo luogo perché è nato dal basso per volontà della nostra gente il 2 dicembre 2006 quando portammo in piazza San Giovanni due milioni di italiani contro il governo di Prodi e della sinistra ed unimmo per la prima volta le bandiere di Forza Italia e di Alleanza Nazionale in difesa della libertà contro l'oppressione fiscale, contro l'oppressione burocratica, contro l'oppressione giudiziaria"; è questa la risposta che, su Forzasilivio.it, il Premier concede ad un suo fan preoccupato delle sorti del Popolo delle libertà.
Il Partito non sarà diviso e, Silvio Berlusconi, promette solennemente che darà battaglia a chiunque, dall'interno o dall'esterno del "grande movimento nato dal basso", tenterà di destituirlo. Sul portale interamente dedicatogli il presidente del Consiglio si lascia poi andare alla oramai tradizionale sferzata contro i giudici politicizzati e la stampa antigovernativa ed osserva:"Fanno il tifo per la sinistra e mi lanciano attacchi infondati per sommergere con le calunnie i risultati positivi del governo e i miei personali".

"FAREMO IL PONTE SULLO STRETTO"
E riguardo una delle grandi opere da sempre sponsorizzate dal governo berlusconiano, il Cavaliere assicura che "Il ponte sullo stretto di Messina è un'opera epocale che si farà. Spazio anche a sberleffi per i verdi ed il governo Prodi, colpevoli di aver fermato una costruzione fondamentale per la vita del paese:""In realtà i lavori per il ponte - precisa infatti Berlusconi - sono già cominciati nel mese di dicembre con il disboscamento delle aree dove sorgeranno i piloni. Sarà un'impresa epocale, che certo non potrà essere realizzata in uno schioccare di dita. Il precedente governo di centrosinistra, in un Consiglio dei ministri di cinque minuti, aveva azzerato un lavoro di cinque anni: Prodi annullò tutto accettando le richieste dei verdi, che non volevano disturbare le rotte dei delfini e degli uccelli migratori".
E la crisi? Come si riuscirà a rispettare i tempi con il carenza di fondi cui si è andati incontro:"I timing dell'opera - assicura il Premier  - dovrà tenere conto delle disponibilità finanziarie pubbliche che a loro volta sono condizionate dalla crisi economica mondiale. Ma il ponte andrà avanti e sarà un'opera che esalterà l'eccellenza italiana". Insomma: gli elettori del presunto centrodestra potranno star tranquilli: il Governo difatti non abbandonerà l'epocale sperpero di denaro pubblico e privato per costruire quella sarà senza ombra di dubbio la grande opera più inutile ed anti-economica della storia d'Italia.

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di Germano Milite
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