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La scoperta nelle indagini sulla banca Arner

Berlusconi garantì 10 milioni ad un imprenditore fallito per la villa ad Antigua


Berlusconi garantì 10 milioni ad un imprenditore fallito per la villa ad Antigua
27/03/2012, 13:03

MILANO - Un prestito da 10 milioni di euro, concessi ad un imprenditore che aveva avuto in precedenza problemi con la giustizia per il fallimento di una azienda e senza avvisare le autorità competenti, come prevede la norma antiriciclaggio. Il tutto per una iniziativa edilizia ad Antigua, di cui nessuno ha valutato il senso dal punto di vista editoriale.
Non è una fantasia, ma è quello che ha fatto il Banco popolare di Sondrio, prestando la cifra a Giorgio Rivolta, incaricato di costruire le ville di Silvio Berlusconi ad Antigua. Unica garanzia, quella personale di Berlusconi, anche se non di prima richiesta. A raccontarlo ai magistrati è stato Francesco Rota, direttore della banca lombarda, nell'ambito delle indagini sulla banca Arner che potrebbe aver creato un danno per lo Stato di 30 milioni (almeno questa è l'accusa).
Rota ha raccontato che fu lui ad andare personalmente l'8 maggio 2008 ad Arcore, dove Berlusconi, insieme al ragioniere Silvano Spinelli e all'amministratore delegato di Fininvest, Pasquale Cannatelli, gli spiega che c'è bisogno urgentemente di 10 milioni per Rivolta, per costruire la sua villa ad Antigua, ma che l'imprenditore non può chiedere prestiti in quanto ha problemi precedenti di insolvenza. Il Consiglio di amministrazione della banca - chiamato in causa per l'entità della cifra - delibera in quattro e quattr'otto e il 19 maggio Rota torna ad Arcore dove vengono firmati tutti i documenti. Nei suoi verbali Rota specifica che tutta l'operazione era stata accettata perchè poggiava sulla garanzia data dall'ex premier.
I 10 milioni andarono alla società Siti, di Rivolta, e da qui alla Flat point, una società off shore di Antigua. "La banca non ha considerato la destinazione delle somme né si pose il problema di effettuare segnalazioni di operazioni sospette alla Banca d’Italia", conclude Rota. Nè il Cda della banca si è fatto problemi di rinnovara il prestito, sempre con la garanzia del proprietario Fininvest, a metà 2010, con la formula "a revoca", cioè senza limiti di scadenza.

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di Antonio Rispoli
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