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BERLUSCONI: I DVD SU CRAXI ANDREBBERO PROIETTATI NELLE SCUOLE


BERLUSCONI: I DVD SU CRAXI ANDREBBERO PROIETTATI NELLE SCUOLE
05/12/2008, 12:12

Sarà in edicola tra pochi giorni un DVD su Bettino Craxi, prodotto dalla figlia Stefania. E la prefazione l'ha scritta il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che poi ha commentato, in una intervista a Panorama, che questo DVD andrebbe proiettato nelle scuole, perchè apre uno sguardo di verità su Tangentopoli.

Beh, ovvio che Berlusconi sia così entusiasta, visto che lui sta lì grazie a Bettino Craxi che, adeguatamente ricompensato nel corso degli anni (i magistrati nelle varie inchieste hanno trovatio versamenti di società riconducibili a Berlusconi su conti riconducibili a Craxi o ai suoi prestanome per oltre 10 miliardi di lire), prima gli ha fatto su misura i decreti legge per fargli trasmettere in maniera illegale sul territorio nazionale, i cosiddetti "decreti Berlusconi" degli anni '80; poi gli ha creato su misura la legge Mammì all'inizio degli anni '90; poi pochi anni dopo prima contribuì a creare Forza Italia e poi, quando fu sul punto di scappare in Tunisia per non affrontare le conseguenze dei reati da lui commessi, appoggiò apertamente in viusta delle elezioni del 1994. Così come è ovvio immaginare che la figlia avrà fatto un DVD in cui viene data la sua versione dei fatti, ampiamente falsata e parziale. Infatti Stefania Craxi non ha mai parlato dei soldi che il padre aveva ricevuto come tangenti; non ha mai anmmesso che lei e il fratello Bobo da piccoli e da giovani hanno potuto fare la bella vita grazie a quei soldi illeciiti; ha sempre dimostrato un odio per quei giudici colpevoli di avere fatto emergere ciò che tutti sapevano e di averlo documentato al di là di ogni ragionevole dubbio, al puntio che poi Craxi fu condannato da sentenze passate in giudicato, anche se le pene finali furono sempre molto miti, rispetto al reato. E bisognerebbe trasmettere nelle scuole questo? Solo con l'avvertenza: "Questo dovete fare, se volete diventare dei detenuti"

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di Antonio Rispoli
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