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L'inchiesta di Bari forse prorogata per altri sei mesi

Berlusconi indagato: pagò Tarantini per tacere davanti ai magistrati


Berlusconi indagato: pagò Tarantini per tacere davanti ai magistrati
19/04/2012, 09:04

BARI - E' stata ufficializzata l'iscrizione di Silvio Berlusconi nel registro degli indagati dalla Procura di Bari, a proposito della vicenda Tarantini. L'accusa è di avergli pagato 850 mila euro (a blocchi di 15-20 mila euro al mese, consegnati da Valter Lavitola) più altri 500 mila (di cui però gliene arrivarono solo 100 mila, gli altri li tenne Lavitola) per stare zitto davanti ai magistrati e non svelare il suo ruolo nel procurare prostitute al premier. Cosa che in effetti è successa: Tarantini ha sempre taciuto in proposito, anche se i magistrati l'hanno appurato attraverso altre fonti di prova.
I fatti in questione non sono nuovi, se ne parla da tempo. Ma finora non c'era mai stata l'ufficializzazione; cosa adesso divenuta necessaria, dopo che la Procura ha chiesto la proroga delle indagini per altri 6 mesi. La decisione è motivata da alcune intercettazioni, finora sottovalutate, contenute nell'inchiesta iniziale che vedeva imputato Tarantino per i suoi rapporti con la politica pugliese per avere appalti per la sua società di protesi mediche.
Questa eventualità era stata ipotizzata anche dal Tribunale del Riesame di Napoli quando, la scorsa estate, decise il trasferimento di una parte degli atti, riguardanti Tarantini e Lavitola, a Bari. Nella sentenza, viene specificato: "Silvio Berlusconi era pienamente consapevole che le ragazze portate nelle sue residenze da Giampaolo Tarantini erano delle escort", e si faceva presente che "La condotta processuale fin dall'origine assunta da Tarantini, volta a tenere il più possibile 'indenne' il presidente del Consiglio da verosimili danni alla sua immagine pubblica derivanti dalla divulgazione dei risvolti più 'sconvenienti' del processo pendente presso l'autorità giudiziaria Barese è stata indotta dalla promessa (anche tacita o facta concludentia quali la nomina e la retribuzione di un avvocato indicato dal suo entourage) da parte del premier di 'farsi carico' della situazione di Tarantini".
In ogni caso, la pena per il reato in questione, qualora venisse provato, fa da 2 a 6 anni, con una prescrizione di 7 anni e mezzo. Trattandosi di un reato che risale al più tardi al 2011, sarà facile per l'ex premier mandare tutto in prescrizione come ha sempre fatto

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di Antonio Rispoli
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