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Intanto spuntano le telefonate non intercettate di Tarantini

Berlusconi: "la D'Addario agisce su mandato", lei smentisce


Berlusconi: 'la D'Addario agisce su mandato', lei smentisce
23/06/2009, 21:06

Dietro le dichiarazioni di Patrizia D’Addario non ci sarebbe soltanto una vendetta della escort, ma un piano ben congegnato per delegittimare il premier. Ne è convinto Silvio Berlusconi che oggi, in una intervista a Chi, afferma che “dietro l’inchiesta di Bari c’è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D’Addario”. Nell’intervista, che sarà pubblicata sul settimanale di Alfonso Signorini mercoledì 24 giugno, il Cavaliere afferma inoltre di non avere mai pagato una donna, aggiungendo che, se si fosse reso conto che la D’Addario potesse essere una prostituta d’alto bordo che voleva tenderle una trappola, le sarebbe stato “lontano mille miglia”.

Parlando di Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore al centro dell’inchiesta di Bari che avrebbe fornito donne a pagamento per feste private, Berlusconi dice di essere “un garantista e per questo sospendo ogni giudizio”. Il primo incontro con l’imprenditore, a quanto dice il Cavaliere, risale alla scorsa estate. “Mi è stato presentato come un imprenditore serio e stimato, - spiega Berlusconi, - ora che è al centro di un’indagine penso che per lui, come per ogni cittadino coinvolto in un’azione giudiziaria, debba valere la presunzione di innocenza”.

Sulla vicenda delle escort a Palazzo Grazioli, Berlusconi è sicuro: lo scandalo non è esploso per caso, ma è stato voluto. Una convinzione già manifestata alcuni giorni fa, quando Massimo D’Alema parò di scossoni nel centrodestra e, pochi giorni dopo, esplose la notizia dell’inchiesta di Bari. Malgrado ‘baffo di ferro’ abbia più volte dichiarato che le sue parole sono state strumentalizzate e che erano da leggere solo in chiave politica, tra le fila del centrodestra resta ancora forte il dubbio che D’Alema sapesse dell’inchiesta di Bari prima che fosse resa pubblica, ed a quella si riferisse.

Commenando l’intervista a Chi, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha detto che “è difficile non reagire quando si è sottoposti ad attacchi così calunniosi ed insistenti, così come è sottoposto Berlusconi”. Per La Russa l’attenzione va spostata alle necessità dell’Italia. Alle accuse di una losca quanto prezzolata manovra dietro le dichiarazioni della D’Addario ha replicato il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro. A chi gli ha chiesto cosa ne pensa delle affermazioni secondo cui la escort ha agito “dietro un mandato molto preciso e benissimo retribuito”, Soro ha risposto con una battuta: “Questo era noto…”

La D'Addario, dal canto suo, smentisce di aver percepito somme di denaro o istruzioni, invitando il premier "qualora sia in possesso di una minima prova, a volerla trasmettere all'Autorità giudiziaria"

Intanto, le indagini di Bari continuano. Ci sarebbero anche delle telefonate non intercettate. L’imprenditore Tarantini, infatti, sospettano gli investigatori, è tutt’altro che uno sprovveduto. Probabilmente immaginava di essere intercettato e, per questo motivo, spesso impostava il suo telefonino BclakBerry in modalità Voip, comunicando quindi tramite Internet, in modo da sfuggire ai controlli della Guardia di Finanza. Le verifiche adesso mirano ad accertare se si trattava di un’abitudine dell’imprenditore, o se quella scelta era dettata dalla necessità di rendere non intercettabili telefonate compromettenti.

Tra le telefonate intercettate, al momento, pare ci siano molte comunicazioni tra Tarantini e Berlusconi, con argomenti frivoli. Ci sarebbero, però, anche telefonate molto più interessanti: in questo caso l’interlocutore sarebbe un uomo non identificato, con il quale l’imprenditore parlava di donne da far partecipare a politici bipartisan ai quali Tarantini avrebbe avuto in mente di chiedere prima o poi favori. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire la posizione di questo uomo, per capire se si trattasse di un complice nell’arruolamento delle escort o soltanto di un beneficiario. Resta ancora al vaglio degli inquirenti la posizione di Nick, 27 anni, presunto pusher gay, che lavorerebbe tra Puglia, Lazio e Sardegna per rifornire di cocaina facoltosi clienti. In base agli elementi raccolti finora, non è possibile capire altro sui rapporti tra il presunto pusher, l’imprenditore ed il giro di escort; sembrerebbe, anzi, soltanto una comparsa.

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di Nico Falco
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