Cronaca / Sesso

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Nuove intercettazioni, vecchi imbarazzi

Berlusconi, l'Italia e le ragazzette viziate di Arcore

Perchè parlare del Ruby-gate non è gossip

Berlusconi, l'Italia e le ragazzette viziate di Arcore
08/03/2011, 12:03

Sono mesi che lo scrivente si sforza di far comprendere anche ai più duri di comprendonio che, parlare delle ragazzette di Silvio Berlusconi, non significa abbandonarsi al mero (e futile) gossip pruriginoso.
Sono mesi che chi scrive porta avanti un'autentica battaglia per spiegare come e quando il premier ha intersecato e sovrapposto il suo privato al pubblico. Eppure, il concetto, dovrebbe essere fin troppo semplice da capire: se sono il presidente del Consiglio dell'Italia, ho 73 anni ed amo in maniera ossessivo-compulsiva le giovinette dai corpi sodi, potrei anche organizzare decine e decine di bunga-bunga ogni anno nella mia residenza privata ma, nel momento in cui sistemo una di queste ragazzette vuote riempite con quintali di superfluo in un'amministrazione pubblica, ho automaticamente trasformato il mio vizio privato in una pubblica offesa agli elettori.
E va bene, da uomo  medio(cre), stimare-invidiare sordidamente chi gode dei festini arcoriani a base di veline e show girl, ma, leggendo la serie infinita di intercettazioni tra queste ragazze, le loro amiche e le loro madri, non si può che cadere in uno sconforto senza fine che, in taluni casi, si tramuta in vera e propria rabbia. In una delle ultime conversazioni tra Imma de Vivo e la sorella Emanuela, ad esempio, si sente Imma lamentarsi di una collanina offerta in regalo per la sua presenza ad Arcore che, a causa di un'eccessiva sottigliezza e dello scarso valore evidente, sarebbe equiparabile ad una "una catenina del cesso".
Anche altre ragazze del sexy pool arcoriano si lagnano per la tirchieria che avrebbe dimostrato il Cavaliere negli ultimi tempi. A quanto pare, quindi, persino il sistema bunga-bunga patisce la sua brava crisi; con le avvenenti compagne di feste di Berlusconi che si dimostrano sempre più viziate e pretenziose.
Che poi, in effetti, presenziare ai raduni nell'arem milanese fino alle 5 del mattino e ricevere in cambio una misera collanina (e non più i soliti appartamenti o i tanto ben retribuiti incarichi pubblici) rappresenta uno smacco difficile da accettare per le neofite arrampicatrici sociali del capoluogo lombardo. I
l primo dubbio che dovrebbe venire in mente agli elettori del Pdl più affezionati, è semplice quanto spontaneo: con la crisi poderosa e schiacciante non solo dell'impianto socio-economico italiano ma di quello dell'intero occidente, come fa un primo ministro a trovare così tanto tempo per organizzare festini erotici e rimanere in stretto contatto con così tante ragazze? Insomma: l'operaio-imprenditore brianzolo, fiero ed orgoglioso di passare la sua vita in fabbrica-azienda per 15 ore al giorno, sette giorni su sette, come fa a non domandarsi come chi sta a capo di uno Stato riesca a partecipare ad un numero così elevato di festini e al contempo a governare con efficienza, credibilità, solerzia e spirito di sacrificio?
A questo punto si potrebbe giustamente osservare che, se un premier lavora bene per il suo paese, tutto ciò che combina fuori dal suo ruolo istituzionale non deve assolutamente interessare. Su questo aspetto si potrebbe anche essere completamente in accordo ma un dubbio permane: cosa ha fatto il governo Berlusconi da quando si è insediato? Per cosa passera alla storia? Quale riforma rivoluzionaria ha introdotto il Cavaliere per potersi permettere svaghi così generosi e ripetuti? Il Federalismo? La riforma pensionistica? Quella dell'Istruzione? La risoluzione dell'emergenza rifiuti in Campania? Cosa, di tanto politicamente, socialmente o economicamente epico ha donato l'attuale esecutivo alle presenti e future generazioni?
La risposta risulta effettivamente difficile da trovare e, per arginare tale imbarazzante lacuna, ci si attacca a ciò che di peggio hanno o avrebbero fatto coloro che responsabili dei (mal)governi precedenti. Ma questo tipo di ragionamento alla tanto peggio tanto meglio per quanto ancora saprà reggersi in bilico sugli sconquassi di uno stato dove la tasse aumentano in via inversamente proporzionale ai tagli operati a Welfare, istruzione e cultura? Che le ragazzette di Arcore si preoccupino solo dell'oggi e del futile è pure comprensibile; che a disinterarsi di se stessi e dei propri figli siano persone che lavorano e pagano le tasse, appare invece drammatico e sintomatico di un paese sempre più abbandonato a se stesso.

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di Germano Milite
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