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Strada:"Chi di dovere si dia una mossa"

Berlusconi scrive a Karzai: "Bisogno di risposte concrete"


Berlusconi scrive a Karzai: 'Bisogno di risposte concrete'
14/04/2010, 18:04

KABUL - Attilio Iannucci, inviato a Kabul del ministro degli Esteri Franco Frattini, consegnerà oggi al presidente Afghano Hamid Karzai una lettera scritta direttamente da Silvio Berlusconi.
Il titolare della Farnesina, dopo aver rivolto anch'egli un "messaggio personale" al presidente Karzai, ha precisato che l'Italia ha "proposto la creazione di un team italo-afghano per l'accertamento dei fatti; proposta accettata dal ministro degli esteri di Kabul"; dichiarandosi poi non "soddisfatto dalle risposte venute dalle autorità afgane" e richiedendo quindi provvedimenti "urgenti e concreti" da prendere per garantire la sicurezza ed il rilascio dei tre operatori di emergency sequestrati dalle autorità del paese mediorientale oramai da diversi giorni. Sempre Frattini ha poi fatto sapere che uno dei tre medici (Matteo Dell'Aira) ndr) "potrebbe essere rimesso in libertà se non dovessero esserci elementi di prova" e, in un discorso al Parlamento, ha sottolienato che l'esecutivo si muoverà in una doppia direzione:"tutelare i nostri connazionali" e al contempo "aiutare il Paese cui siamo legati da amicizia verso la stabilizzazione".  Il ministro degli esteri ha poi ricordato che, sui tre membri della ong fondata da Gino Strada, pendono gravissime accuse. Oltre alla "detenzione di armi", infatti, le autorità afghane sono anche convinte che i tre sarebbero le menti di un piano che si sarebbe dovuto sviluppare in due fasi e che prevedeva, infine, "l'invito nell'ospedale del governatore della provincia di Helmand, dove un attentatore avrebbe dovuto farsi esplodere".

LO SFOGO DI STRADA
Al contempo, Gino Strada, ai microfoni di Sky Tg24 ha rivolto un accorato e deciso appello al governo intaliano, sostenendo infatti che "è ora che chi di dovere si dia una mossa" e che  "l'Italia ha tutti i mezzi per poter dire semplicemente 'consegnateci i nostri tre connazionali subito e in ottime condizioni".
"Questa è chiaramente una manovra politica per screditare il lavoro di Emergency. Da cittadino italiano e non da membro di Emergency - ha incalzato il chirurgo - ritengo questa cosa molto offensiva per il nostro Paese. Chi dal nostro paese riceve due milioni di euro al giorno, anche se sotto forma sbagliata, non può permettersi di trattare cittadini italiani in questo modo. Vogliamo renderci conto che è la prima volta che c'è una guerra internazionale e non c'è un giornalista che possa dire ai cittadini del mondo cosa sta succedendo? In qualche modo l'ospedale di Emergency funzionava come punto di osservazione".
Come si legge su "La Repubblica", anche il portavoce dell'Italia dei Valori Leoluca Orlando si è espresso duramente sulle modalità di gestione della vicenda da parte del governo italiano, defindendo "assordante" il pubblico silenzio di Berlusconi ed "ignobili gli attacchi ad Emergency da parte di ministri e capigruppo della maggioranza che, invece di attivarsi per chiedere la liberazione dei nostri connazionali, hanno addirittura ipotizzato un fiancheggiamento della ong con i terroristi".
In pieno stile radicale, la vicepresidente del Senato Emma Bonino, si preoccupa molto anche delle condizioni degli operatori emergency di cittadinanza afghana e, tal proposito, dichiara infatti:"Mi auguro che l'obiettivo di oggi sia quello di garantire i nostri connazionali, ma anche di tenere presente i diritti del personale afgano di Emergency per non finire, come in altre situazioni, in cui l'italiano lo abbiamo portato a casa e l'afgano un po' meno".

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di Germano Milite
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