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Il nuovo messaggio del premier ai promotori della libertà

Berlusconi si difende in video: "Bisogna punire i Pm"

"Si sta cercando di sovvertire il voto popolare"

Berlusconi si difende in video: 'Bisogna punire i Pm'
19/01/2011, 21:01

ROMA - Dopo le numerose apparizioni in tv durante Studio Aperto ed il Tg4 e la strenua difesa d'ufficio assicurata da Augusto Minzolini attraverso il "suo" Tg1;  dopo gli articoli pubblicati su Libero e Il Giornale, Silvio Berlusconi torna alla ribalta mediatica grazie all' ennesimo video che è insieme di convinta difesa e di gravissima accusa nei confronti dei pm titolari dell'inchiesta sul cosiddetto "caso Ruby".
La ragazza, platealmente malata di protagonismo e del tutto travolta dagli eventi, è apparsa effettivamente inaffidabile, confusionaria e contraddittoria in numerose occasioni. Dalla confessione di un presunto rapporto sessuale avuto con il Premier, Ruby è infatti passata ad asserire che "non mi ha mai toccato nemmeno con un dito" e, durante la trasmissione condonna da Signorini, è esplosa in lacrime sostenendo di essere stata violentata dagli zii in tenera età.
Al Cavaliere interessa però ribadire la volontà di "sovvertire il voto popolare" che avrebbe ancora una volta palesato la magistratura politicizzata e, insieme con i suoi giornali, sottolineare la spropositata mole di uomini impiegati nelle indagini che lo vedono al centro dell'ennesimo scandalo dipinto dai berlusconiani come consueta bolla di sapone.
Nel suo ultimo video, Berlusconi decide però di essere ancora più duro del solito nella tradizionale arringa contro i giudici.
La prima accusa riguarda le perquisizioni che hanno subito le ragazze che sono state sue ospiti nella nota casa di Milano. Perquisizioni, denuncia il premier, "compiute con il più totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità. Sono state maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente, fotografati tutti i vestiti, sequestrati tutti i soldi, le carte di credito, i gioielli, i telefoni e i computer. Sono state portate in questura, alcune senza neppure poter chiamare un avvocato e tenute lì dalle otto di mattina fino alle otto di sera senza mangiare e senza poter avere alcun contatto con l'esterno. Trattate, dunque, come criminali in una pericolosa operazione antimafia". Il premier parla di "procedura irrituale e violenta indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata punizione".
Poi la descrizione dell'attività di monitoraggio svolta dagli inquirenti sulla casa di Arcore. Un luogo, ha spiegato Berlusconi, dove solitamente vengono trattati anche affari di governo:"Ma questo comportamento è gravissimo anche per il comune cittadino perché gli toglie qualsiasi possibilità di privacy" Tutto questo", ha osservato con toni preoccupati, "potrebbe capitare a chiunque di voi".

MAI RAPPORTI CON RUBY
Il presidente del Consiglio poi cita le dichiarazioni autenticate della ex minorenne marocchina; sottolineando il fatto che la ragazza abbia in più occasioni negato sia di aver avuto rapporti con lui che di aver chiesto somme di denaro o appartamenti.

I MAGISTRATI VANNO PUNITI
Sicuro della propria innocenza assoluta, il premier poi osserva:"Vorrei fare il processo subito, con queste prove inconfutabili, ma con giudici super partes e non con pm che vogliono utilizzare questa vicenda come strumento di lotta politica".
Per tale motivo, insiste il Cav: "C'è solo un attacco gravissimo di alcuni pubblici ministeri che hanno calpestato le leggi a fini politici con grande risonanza mediatica. Io sono sereno, state sereni anche voi perché la verità vince sempre. Il Governo continuerà a lavorare", La conclusione sa di monito:"il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini".

BERLUSCONI PREOCCUPATO
Al di la delle solite dichiarazioni oramai stranote e facenti parte di un vero e proprio catalogo dialettico berlusconiano, c'è da osservare che mai, prima di oggi, Berlusconi si era preoccupato di comparire così tante volte in video per spiegare le proprie ragioni.
Mai, prima di questo ennesimo scandalo a luci rosse, il premier aveva provveduto a garantirsi una presenza così percussiva e capillare su organi di stampa, tv e web. Un messaggio praticamente mantrico che viene rivolto ad intervalli regolari e che rappresenta un perpetuo attacco ai magistrati titolari dell'ultima inchiesta che lo vede coinvolto. Un segnale, questo, più eloquente di qualunque strenua difesa o violenta accusa operata da giornalisti all'occorrenza riadattati ora ad avvocati difensori ora a pm.

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di Germano Milite
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