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Per il premier ennesimo complotto contro di lui.

Berlusconi su inchiesta Bari:"D'Addario pagata profumatamente"


Berlusconi su inchiesta Bari:'D'Addario pagata profumatamente'
23/06/2009, 18:06

Aspettando che Berlusconi smentisca di aver smentito ciò che aveva smentito in precedenza, riportiamo alcune sue roboanti dichiarazioni riguardo le compromettenti indagini di Bari e la prostituta d'elite D'Addario (dichiarazioni rilasciate a "Chi"; per non perdere l'abitudine di parlare solo con i dipendenti fidati).

Anche in questo caso, secondo il Premier, ci sarebbe infatti un ignobile e meschino complotto da parte dei soliti "eversivi" e dei numerosi "comunisti invidiosi". "Dietro l'inchiesta di Bari c'e' qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D'Addario", sbotta infastidito (e visibilmente stanco) il Presidente del Consiglio.

Altra trama ordita dai suoi irriducibili nemici dunque. Nemici che, non potendolo attaccare politicamente, si aggrappano disperatamente alla sua vita (presunta) privata e alle sue ambigue frequentazioni. Il suo nome viene avvicinato ad imprenditori sotto inchiesta come Tarantini e lui precisa che, essendo un garantista, sospende ogni giudizio su tale "amico". Poi si vede compromesso in possibili relazioni con notissime prostitute d'alto bordo capaci di conseguenza di ricattarlo e, ovviamente, dichiara:"Se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia". Il problema del Premier, forse, non è tanto quello di commettere "marachelle" ma, piuttosto, quello di voler apparire come "immacolato", "martire", "perseguitato".

La sua peripatetica commedia della contro-accusa oramai lascia infastiditi anche i suoi fedelissimi (vedi il buon Gianfranco Fini ndr) e le sue sbilenche giustificazioni; condite sempre con la giusta ma oramai facilmente "sgamabile" dose di ambiguità, convincono sempre meno persone.
Riguardo il modo in cui avrebbe conosciuto Tarantini, in particolare, par di rivivere un fortissimo déjà-vu:"L'ho conosciuto la scorsa estate in Sardegna e mi e' stato presentato come un imprenditore serio e stimato. Ora che e' al centro di un'indagine penso che per lui, come per ogni cittadino coinvolto in un'azione giudiziaria, debba valere la presunzione di innocenza". Non vi pare qualcosa di già sentito e poi successivamente risultato non corrispondente a verità? Quel "l'ho conosciuto" riferito al padre di Noemi Letizia è ancora forte nella mente degli italiani e, con esso, tutto il Niagara di numerose ed ingiustificate bugie che ne seguì. Berlusconi conclude il suo intervento tra le pagine amiche confermando che non ha nessuna scusa da fare e che, anzi, sono coloro che lo hanno infangato a dover chiedere perdono per le ingiurie e le accuse infondate. Ai posteri l'ardua sentenza? Qualcosa ci dice che, la sentenza, la daranno per una volta i contemporanei...

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di Germano Milite
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