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Il Cavaliere: necessaria una comune posizione europea

Berlusconi su questione Rom:"Sto con Sarkozy"


Berlusconi su questione Rom:'Sto con Sarkozy'
15/09/2010, 21:09

ROMA - "Sto con Sarkozy, il commissario Reding non doveva parlare". Comincia così, con una dura bacchettata al commissario alla giustizia Viviane Rending, il discorso solidale che Silvio Berlusconi ha voluto rivolgere al contestatissimo leader francese Nicolas Sarkozy.
Il Premier, infatti, ha dichiarato in un'intervista a "Le Figaro" che "la signora Reding avrebbe fatto meglio a trattare la questione in privato con i dirigenti francesi prima di esprimersi pubblicamente come ha fatto. Il problema dei rom non è specificamente francese. Riguarda tutti i Paesi dell'Europa".
In effetti, le esternazioni del vice-commissario della Commissione Europea che avevano paragonato le attuali espulsioni dei rom addirittura alle deportazoni avvenute durante la seconda guerra mondiale, erano state giudicate eccessive nei toni persino da una comunque concordante Angela Merkel che, sulla sostanza, si era  detta in sintonia con la Rending. Nella spinosa vicenda che oramai ha valicato i confini del vecchio continente, sono intervenuti anche gli Stati Uniti che, come riporta anche il Corriere, avrebbero rivolto un generico invito a "rispettare i diritti dei rom" al governo francese e alle altre potenze europee. 
"La questione dei rom - continua poi Berlusconi - non è la sola che deve affrontare l'Europa: c'è anche l'immigrazione clandestina, l'Italia è particolarmente esposta per il fatto di avere le coste molto estese". Secondo il Cavaliere, quindi "l'Europa non ha ancora compreso completamente che non si tratta di un problema unicamente francese o italiano, o greco o spagnolo. E il presidente Sarkozy ne è pienamente cosciente".
Dopo aver definito "eccellenti" i suoi rapporti con Sarkozy, il leader del Pdl conclude così:"Condividiamo la stessa idea dell'Europa, quella di un'Europa vicina alla gente, di un Europa dell'azione. Penso - osserva - alla sicurezza energetica, che passa per il rilancio della nostra energia nucleare alla quale la Francia è associata".

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di Germano Milite
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