Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Per fuga di notizie indagati due giornalisti di Repubblica

Berlusconi: trasferimento del fascicolo da Trani a Roma


Berlusconi: trasferimento del fascicolo da Trani a Roma
19/03/2010, 09:03

TRANI - Probabilmente già in giornata le carte che riguardano i fatti considerabili come prove dell'eventuale reato commesso dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi verranno trasmesse a Roma, al Tribunale dei Ministri, che in teoria dovrebbe decidere se dare l'ok a proseguire le indagini sul premier. In realtà, come sempre avviene a Roma, questa indagine verrà lasciata in un angolino e congelata.
Rimane invece a Trani la parte delle intercettazioni telefoniche che riguardano i contatti tra Berlusconi e il dirigente dell'Agcom Giancarlo Innocenzi. Infatti la prova dei reati di Innocenzi è proprio in quelle telefonate, dato che nonostante i suoi tentativi e l'appoggio di Mauro Masi non ha avuto alcun successo.
Nel frattempo, ci sono stati strani movimenti da parte della magistratura e della Digos. Infatti la Digos di Roma è andata a perquisire la scrivania di Francesco Viviano, giornalista di Repubblica, sequestrando anche il suo computer e notificandogli l'iscrizione a registro degli indagati. Stessa cosa accaduta a Giuliano Foschini, sempre giornalista di Repubblica, iscritto a registro degli indagati dopo essere stato chiamato a Bari per rispodnere alle domande del Procuratore capo di Trani, Carlo Maria Capristo. Dopo due ore e mezza di domande, la sua posizione è cambiata da "persona informata dei fatti" a "indagato", tanto che è stato necessario sospendere l'esame in attesa dell'arrivo degli avvocati. Una volta arrivati, l'esame di Foschini è continuato per altri 90 minuti, durante i quali il giornalista ha risposto alle domande. Al termine, i legali hanno detto di avere chiesto l'archiviazione della posizione del loro assistito. I due giornalisti sono stati iscritti nel registro degli indagati in merito alla fuga di notizie che però è stata inizialmente diretta verso il Fatto Quotidiano e non verso il giornale di Scalfari. Anche se certi comportamenti sanno tanto di intimidazione, come ha sottolineato Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©