Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Il Premier difende strenuamente l'ex leader del Psi

Berlusconi:"Craxi fu vittima dell'odio proprio come me"


Berlusconi:'Craxi fu vittima dell'odio proprio come me'
30/12/2009, 18:12

Prevedibili erano le critiche feroci di buona parte di politica ed opinione alle scelta di celebrare il decennale della morte del leader socialista Bettino Craxi e, prevedibile, risultava anche la strenua difesa di Silvio Berlusconi nei confronti dell'uomo che fu amico, testimonie di nozze e, non certo per ultimo, salvatore di un impero aziendale che rischiava di affondare ancor prima di nascere.
Poi anche un convegno ed una videocassetta allegata la settimana di famiglia; Berlusconi non si risparma e non bada all'originalità quando parla di "giustizia utilizzata in modo politico che genera mostri". Nel caso del Premier, però, non si può nemmeno parlare di redenzione postuma: il leader di governo è infatti sempre stato al fianco dell'esiliato-latitante; anche quando quest'ultimo si trovava in Tunisia a causa "dell'odio e dell'invidia" e di quella magistratura politicizzata e cattiva alla quale, però, lo stesso Berlusconi nel 94 cedette; con la corte spietata per un posto da ministro fatta proprio a Di Pietro, oggi nemico così acerrimo ed irriducibile. La felicità dei socialisti confluiti nel Pdl (e ce ne sono tanti e di importanti) è dunque assicurata; in quest'era nuova di redenzione, amore e un po' di sana ed irrinunciabile contraddizione. Se da un lato c'è infatti un presidente che da operaio diviene yippie preoccupandosi di mettere fiori nei cannoni e chiudendo le fabbriche dell'odio, dall'altra, invecce, c'è una Lega che parla (delira?) della necessità di "Una nuova Lepanto" e si dimostra laconicamente nostalgica nei confronti di quel prete-soldato che fu Pio V e di cui oggi, come titola "La Padania", si avrebbe tanto bisogno per combattere "l'invasione islamica". E proprio i rappresentanti del Carroccio di sicuro non brinderanno in nome di via e/o piazza Craxi. Il partito del Senatùr fu infatti tra quelli che nel 92 festeggiarono il rinnovo non rinnovo della classe politica. Ma oggi si è alleati e i rospi si ingoiano al pari di quelle 10 domande rivolte al Premier in tempo di guerra e riposte in un cassetto ora che "l'amore vince sull'odio".
Craxi avrà dunque il suo plauso, Di Pietro la sua ulcera e la storia d'Italia vivrà l'ennesima "stranezza". Del resto, come qualcuno osserva, se esiste "Via Stalin" perchè non dovrebbe poter esistere "Corso Craxi"?

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©