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Il Pd:"Parole irresponsabili"

Berlusconi:"In Italia c'è troppa libertà di Stampa"


Berlusconi:'In Italia c'è troppa libertà di Stampa'
04/05/2010, 19:05

MILANO - Il rapporto annuale di Freedom House ha inserito l'Italia al 75° posto del ranking mondiale per quanto riguarda la libertà di stampa e, guardando esclusivamente ai paesi dell'europa occidentale, addirittura al penultimo (ventiquattresima su venticinque). Dopo aver appreso la notizia, Silvio Berlusconi ribatte però in maniera netta ed osserva:"Se c'è una cosa che è sotto gli occhi di tutti è che in questo paese di libertà di stampa ce n'è fin troppa". L'occasione per prendersi una rivincita il Premier la trova durante la presentazione del rapporto Ocse (commissionato dall'Italia) in riferimento all'efficienza della protezione civile ed alla capacità di rispondere alle catastrofi ambientali del nostro paese. Il rapporto, che in pratica mette in buona luce l'operato del governo, offre infatti al presidente del Consiglio il modo per rivolgere al segretario generale Ocse Angel Gurria un ringraziamento particolare "per la sua squisitezza personale e per la scelta dei collaboratori che lo hanno assistito in questo lavoro non facile, del quale siamo curioso di vedere i risultati" e, successivamente, per ricordare che "altre volte abbiamo avuto degli esami fatti al nostro sistema e cito l'ultimo fatto sulla libertà di stampa e ci siamo visti mettere in situazione di grande distanza dai primi: ora credo che se c'è una cosa in Italia che è sotto gli occhi di tutti e su cui c'è la sicurezza di tutti è che abbiamo fin troppa libertà di stampa: credo che questo sia un fatto che non è discutibile".

REAZIONI DI SCANDALO
Le affermazioni del capo del governo non sono però piaciute al senatore del Pd Vincenzo Vita che ha parlato chiaramente di considerazioni "irresponsabili" che "fanno pensare a battute tipiche dei regimi dittatoriali".
Ancora più dure le parole Jacopo Venier; influente esponente del Pdci:"La libertà di stampa non è mai troppa. La lingua di Berlusconi evidentemente batte dove il dente duole. Per chi ha chiamato il suo partito Popolo della libertà un'espressione del genere è una clamorosa ammissione della vocazione autoritaria, plebiscitaria e antidemocratica del premier". In effetti è obiettivamente difficile comprendere cosa si intenda per "troppa libertà di stampa" ed il parallelismo con l'insofferenza alla critica tipica dei regimi totalitari sorge sponteneo.

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di Germano Milite
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